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L’ha detta grossa Oscar Giannino dai microfoni di Radio 24. Secondo l’illustre giornalista, l’elemosiniere del Papa, il cardinale Krajewski, con il suo gesto democratico-elettricistico avrebbe rievocato la disobbedienza civile di Antigone. Seppellire un fratello morto in battaglia contro il volere del tiranno equivarrebbe pertanto a violare i sigilli dell’Enel ripristinando abusivamente l’erogazione di energia elettrica.

C’è da restare basiti, se non altro per la levatura culturale di Oscar Giannino. Al quale bisognerebbe ricordare qualche “piccola” differenza tra Antigone e il buon cardinale. La prima agiva contro un editto iniquo di un tiranno. Il secondo, contro la legittima sospensione di energia elettrica a fronte di bollette non pagate.

Antigone, disobbediva in nome di una legge più alta, la legge degli dei iscritta nel cuore di ogni uomo. Krajewski in nome di un peloso (e mediatico) concetto di solidarietà capace di alzare polveroni politici. Ma il punto centrale è un altro: Antigone, in realtà, non è il primo caso di “disobbedienza civile” della storia. Non ha disobbedito, come pure Giannino ha sottolineato in trasmissione, in forza di un suo personale convincimento. Ha invece evocato una legge universale valida ovunque e per sempre. L’eroina di Sofocle non si è posta contro lo Stato e la legge. Al contrario: ha ricordato allo Stato il dovere di conformarsi alla legge naturale.

Altri tempi, altra levatura etica. Per nulla paragonabile, ovviamente, al blitz dell’elemosiniere del Papa. Che non ha ristabilito un ordine divino violato e non ha agito come lo Stato avrebbe il dovere di agire (vale a dire, rimuovendo sigilli legittimamente posti). Ha commesso un illecito (per suo personalissimo convincimento) a fronte di un provvedimento lecito (la sospensione della corrente). Scomodare il “diritto di resistenza” per una trovata mediatica di tali proporzioni, offende la reputazione culturale di Giannino.

Che ha dimenticato persino l’ultima grandiosa differenza tra l’immensa Antigone e il modesto elemosiniere: la prima sapeva di andare incontro a condanna certa ed era consapevole che la pena sarebbe stata la morte. Il secondo, sapeva di poter contare sull’immunità diplomatica. Grandezza mitologica e miseria umana.


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