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Droni a sorvolare le strade, elicotteri per controllare chi osa mettersi in costume da bagno su una spiaggia, forze dell’ordine che verificano la congruità della spesa o il criminale superamento dei 200 metri di finta libertà. È l’emergenza, bellezza.

Già, ma in Italia, nell’Italia di prima, non esisteva anche un’emergenza chiamata mafia? Non esisteva anche un’emergenza legata allo spaccio di droga? Al traffico di esseri umani? Alle rapine? Agli alloggi svaligiati?

Qualcuno si ricorda che in Italia, nell’Italia di prima, i responsabili della sicurezza sostenevano di non avere le risorse per combattere tutto questo? Che mancava la benzina per le auto?

Ora, invece, il carburante abbonda non solo per le auto ma pure per droni ed elicotteri. Forse perché lo Stato ha deciso di impiegare le forze dell’ordine per far la guerra contro gli italiani. Decine di migliaia di denunce, e la magistratura – che non ha tempo per occuparsi degli spacciatori – troverà il tempo per punire i pensionati che hanno osato rivedere un amico, i ragazzi che si sono incontrati con le fidanzate, le mamme che hanno fatto respirare i bambini all’aria aperta.

Sono gli italiani che lavorano il pericolo per questo Stato e per i suoi rappresentanti. Non gli spacciatori che continuano a ritrovarsi in gruppo e senza mascherine, non chi occupa abusivamente le case di chi è stato ricoverato in ospedale. In quei casi non scattano gli elicotteri, non intervengono i Rambo della sicurezza, non si muovono i magistrati.

Lotta, dura, senza paura. Ma solo contro chi passeggia nei boschi.


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