fbpx
Usarci


Il mondo è pieno zeppo di cretini

imbecilli di ogni risma e di ogni credo intasano le autostrade, alzano spruzzi in piscina, tengono la radio a manetta e, qualche volta, si cimentano con la storia. Siccome il nostro ordinamento non prevede la lobotomia, ci tocca sopportarne le esternazioni. Però, perlomeno il gusto di dire che sono proprio cretini ce lo possiamo togliere.

Prendiamo le foibe

argomentino per nulla leggero e, come si usa dire, divisivo: intorno alle foibe, all’esodo giuliano-istriano-dalmata, i cretini orbitano, come mosche intorno ad una deiezione canina. Naturalmente, nello specifico, prevalgono i cretini di sinistra. Andiamo dal semplice decerebrato di un centro sociale, che scrive sul muro amenità come “Grazie Tito!” o canticchia canzoncine inneggianti allo sterminio, alla pasionaria dall’istruzione approssimativa, che confonde numeri, nomi e date: il campionario è vastissimo.

Io, però, visto che lo spazio è poco e il direttore ha carattere saturnino, vorrei porre l’accento su di un particolare, che fra tutte le testimonianze di stupidità immedicabile, mi pare una delle più superlative e che riguarda, invece, la destra.

Avrete notato che, quando si tratti di foibe, molto spesso, viene pubblicata una fotografia di alcuni civili, piuttosto male in arnese, che stanno per essere fucilati di spalle da un plotone di soldati: fotografia agghiacciante, ma anche fotografia che non c’entra nulla. Sì, perché i malcapitati sono civili sloveni, fucilati come ostaggi dai soldati italiani, riconoscibilissimi dall’elmetto M33. Insomma, perfino quelli che perorano il ricordo delle foibe e dell’olocausto adriatico, non riescono ad evitare di fare un disastrino: sempre, invariabilmente. E, tra le migliaia di fotografie che, purtroppo, testimoniano delle atrocità commesse contro i nostri compatrioti in quelle terre martoriate, riescono sempre a tirare fuori questa foto, che, semmai, ci parla delle atrocità commesse dagli Italiani ai danni degli Jugoslavi. Gioco, partita, incontro. Tu glielo puoi far notare, puoi scrivere, commentare, strempiare, ma loro, ad ogni 10 febbraio che Dio manda in terra, metteranno pervicacemente quella foto, cui sono, evidentemente, affezionati.

Ora, io credo che la storia dovrebbero raccontarla e commentarla gli storici, così come i lavandini sono stretta pertinenza degli idraulici e non dei seminaristi: ma passi pure il dilettante volonteroso.

Il cretino seriale, però, no: basta, per la miseria

Così, si trasforma una tragedia in una pochade: sarebbe come mandare in televisione a parlare dei manuali di storia taroccati un politicante senz’arte né parte, piuttosto che uno storico o anche solo un insegnante. Una cosa che nessuno farebbe mai, a meno che fosse del tutto cretino. Appunto.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Maina

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST