fbpx
Usarci


Anche se la scuola del ministro Bussetti ignora la storia, ci apprestiamo ad essere bombardati da analisi e mistificazioni relative a due episodi dei quali ricorre il centenario: la fondazione dei Fasci e l’avvio dell’avventura fiumana di Gabriele D’Annunzio.

Sarà divertente registrare i modi e la faziosità con la quale verranno ricordati i due avvenimenti. Strettamente legati anche se non dipendenti uno dall’altro.

Si cercherà, ovviamente, di far emergere i contrasti tra il Duce ed il Vate, ignorando invece le profonde affinità.

Si cercherà di ingigantire le rivalità, assolutamente reali, ma proprio per questo significative di un’appartenenza al medesimo campo.

Sognatore, il poeta; pragmatico, il politico. E l’esperienza fiumana è la dimostrazione concreta della possibilità di trasformare una città in uno spettacolo vivente, al di sopra di tutto e di tutti.

Una legislazione sociale che piacerebbe a Marco Rizzo, accordi con la Russia sovietica, la convivenza di anarchici, fascisti, arditi, legionari, socialisti. E poi droga senza fine, sesso libero, parità femminile quando nel resto del mondo il voto alle donne sembrava un sacrilegio.

Tutto questo era Fiume, una città teatro ma non un modello politico esportabile ed adattabile ad un grande Paese. Ne era consapevole Mussolini, non era interessato al problema D’Annunzio.

Ma il centenario rischia di essere pericoloso. Perché entrambi gli episodi rappresentano la condanna dei pescecani di guerra, i progenitori degli speculatori odierni. Rappresentano la sconfitta dei moderati e del loro buonsenso che – come scrive Scurati nel suo libro M il figlio del secolo – da sempre rappresenta la sciagura di questo Paese.

Rappresentano la sconfitta del vecchio e l’irrompere del nuovo. In politica ma non solo: nell’arte, nella cultura, nei costumi. Paradossalmente il Vate e la sua magniloquenza riescono a convivere con i futuristi marinettiani che vogliono abolire il chiaro di luna.

E la storia non insegna mai nulla, però spesso si ripete. I diversi possono incontrarsi, possono convivere, collaborare, creare qualcosa di nuovo. Nuove alleanze all’apparenza impossibili diventano realtà.

Ci vuole coraggio nel distruggere gli schemi, anche quelli palesemente obsoleti. È più semplice nascondersi dietro all’abitudine, dietro a veti, dietro a inimicizie lontane e prive di senso. Ma nascondendosi non si creano le stelle danzanti.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



Continua a leggere

MEDICAL LAB

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST