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Quanto sta accadendo è soltanto un esperimento per evidenziare la dignità di un governo e di un popolo, e il risultato è decisamente negativo.

Da un lato, ci troviamo di fronte ad una classe politica inetta e sostanzialmente incapace, oltre ad essere contraddittoria e ridicola.

Minimizzazione dell’evento epidemico e superficialità criminale nella difesa dei cittadini sono stati i due presupposti nell’affrontare la questione virale e l’impatto di rischio sulla popolazione.

Un Presidente del Consiglio, parente di Alice nel paese delle meraviglie, che bofonchia programmi, scuse e, messo alle strette, accuse e scarichi di responsabilità. Un Ministro della Sanità che si affida scaramanticamente al suo cognome per sfuggire al proprio dilettantismo culturale e professionale. Grotteschi esponenti politici che invitano ad abbracciare il prossimo e negano la chiusura delle frontiere, che stigmatizzano le posizioni precauzionali come incitamento al razzismo, che esortano all’ottimismo e alla fratellanza.

La viltà di questa casta di mentecatti e fannulloni di dimostra nel giro di quarantotto ore, insieme alla loro spontanea propensione al ridicolo, quando di fronte ai dati dei morti e degli infetti chiudono università e tribunali, invitano la cittadinanza a tapparsi in casa, diffondono manuali di igiene ai noti italiani zozzoni, allertano medici, ospedali e agenzie varie di sicurezza.

E la plebe, nell’epoca della virosi, che fa? Assalta supermercati e farmacie facendo incetta di cibo e disinfettanti in prospettiva di una quarantena semestrale, si attrezza con mascherine e liquidi antisettici per mani e maniglie, scappa a passo di leopardo al suono di uno starnuto o una tossita in lontananza. Poi, passato il teatrale spavento e la patetica strizza, tutti appiccicati in osterie, trattorie e ameni luoghi di contagio esprimendo con canti e brindisi il massimo dell’euforia.

Popolo e governanti uniti da alcuni fattori psichici patologicamente condivisi.
In questo balletto della superficialità e della contraddizione, delle due…l’una. O la diffusione dell’ormai famoso coronavirus è una semplice epidemia di scarso impatto letale, il cui allarmismo è determinato da motivazioni molto più intriganti e sofisticate che potrebbero interessare una strategia bellica non convenzionale per sviare attenzioni e agire su dispositivi economici globalizzati.

O la gravità sanitaria è stata ed è volutamente sottostimata e volutamente ridimensionata, per cui si entra nella sfera del comportamento criminale perseguibile legalmente.

In ogni caso, siamo davanti ad una inettitudine governativa e popolare che fa accapponare la pelle, solo pensando a quali comportamenti potrebbero essere messi in atto di fronte ad eventi molto più chiari e gravi, dove l’irresponsabilità popolare e istituzionale porterebbe al tracollo collettivo.


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