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Abbiamo bisogno di inventare un modello di pesca sostenibile per gli oceani e gli esseri umani. Oggi siamo in una tragedia dei beni comuni. Il pesce è una risorsa gratuita e la risorsa è in declino. Non siamo riusciti a evitarlo in Europa, stiamo cercando di remare ma contro corrente. La domanda è: chi avrà accesso alle ultime risorse, all’ultimo pesce? In questa gara, sono gli industriali a vincere – Claire Nouvian.

Claire Nouvian, figlia di un quadro della Total, è un’attivista ambientalista francese nata a Bordeaux nel 1974, ma cresciuta tra l’Algeria e la Francia, ex giornalista, produttrice e direttrice di documentari scientifici e della fauna selvatica.

Nel 2004 ha fondato l’Associazione BLOOM di cui è Presidente. È autrice del libro Abysses e curatrice della mostra omonima.

Nel 2007 ha infatti montato la mostra Abysses presso il Museo Nazionale di Storia Naturale, presentando una grande varietà di animali abissali, con immagini e filmati raccolti dagli oceanografi negli ultimi 20-25 anni.

La mostra di cui è commissaria viaggia in diversi paesi del mondo e, ad oggi, la mostra e il libro hanno raggiunto più di un miliardo di persone e, grazie a queste iniziative, è riuscita a coinvolgere moltissimi studenti all’educazione ed al rispetto del mare.

Parla correttamente francese, inglese, spagnolo, russo, mandarino e tedesco e “Non c’è posto in cui non sia stata, tranne l’Antartide”.

Claire Nouvian è la direttrice e fondatrice dell’organizzazione per la conservazione senza scopo di lucro BLOOM, con sede a Parigi e Hong Kong.

Le sue ricerche e attività si concentrano sulla pesca in acque profonde e sulle abitudini di consumo degli squali. In Asia BLOOM mira a migliorare lo stato di degrado delle popolazioni di squali, rendendo la zuppa di pinne di squalo un piatto socialmente inaccettabile con la messa al bando dei piatti di squalo da parte della politica aziendale.

In Europa, Nouvian si dedica allo studio della natura della pesca d’altura. Il suo lavoro su questo argomento ha compreso anche l’organizzazione di una conferenza stampa e “tour scientifico” di organismi politici, un seminario scientifico sulla pesca in acque profonde in un contesto basato sull’ecosistema e un seminario sulla pesca a strascico di fondo.

Quest’ambientalista francese, secondo i fan “l’angelo custode del pianeta” e secondo i detrattori “la pazza psicopatica che preferirebbe morire piuttosto che perdere” , non è una che molla.

Prima di fondare BLOOM, Claire ha lavorato nella produzione televisiva e nel giornalismo, specializzandosi in documentari di natura selvaggia e scientifica. Ha trascorso un lungo periodo di riprese nelle giungle di Asia, Africa e Sud America, contraendo anche due malattie tropicali.

Tiene conferenze sulla pesca in acque profonde e la strategia di comunicazione per lo sviluppo sostenibile in diverse università, tra cui Università di Ginevra, Scienze Po (Affari pubblici e Diplomazia ambientale), AgroParisTech / ENGREF, Università di Hong Kong, Università di Rhode Isola e Università di Zagabria.

Claire in questi anni di lotta si è concentrata sulle pratiche di pesca distruttive: ha sviluppato infatti BLOOM per porre fine alla pesca a strascico di fondali marini e convincere i governi e le istituzioni a favore della protezione delle profondità oceaniche, contro lo sfruttamento degli oceani nel mondo e cerca altresì di educare il pubblico e le autorità sui problemi dello sfruttamento di specie vulnerabili e ambienti marini. È una sostenitrice della pesca su piccola scala, che lei considera ignorata dalle decisioni pubbliche.

Claire Nouvian, dell’associazione BLOOM, spiega che dieci pescherecci dotati di reti a strascico possono rovinare, in soli due giorni, una superficie di fondale equivalente alla superficie di Parigi. È un po’ come se, armati di ruspe, distruggessimo Notre-Dame e la cattedrale di Chartres nel giro di poche ore, per poi rispondere a chi protesta: «Be’, se dovessimo fermarci i ruspisti rischierebbero di perdere il lavoro» – Matthieu Ricard monaco buddhista francese.

“Anche nelle grandi profondità degli oceani, l’inquinamento plastico arriva. Anche i calamari dell’abisso hanno particelle di plastica nei loro corpi”, ed è così che da anni combatte gli eccessi della pesca industriale che svuota gli oceani a scapito della natura e della pesca artigianale, perché il tutto avviene in modo illegale, non rispettando la legislazione UE e oltretutto attraverso l’appoggio di sovvenzioni pubbliche, con il finanziamento di tale pratiche.

La pesca elettrica è un’altra pratica insostenibile, che distrugge l’intero ecosistema marino compromettendo le risorse ittiche dell’Unione e mette a repentaglio tutto il settore della pesca artigianale, con fallimenti a catena di piccole imprese virtuose”, ha affermato Claire.

La sua azione a capo dell’associazione BLOOM le ha guadagnato il Goldman Prize, l’equivalente del Nobel per l’ambiente, un premio tanto più prezioso perché è raro che le battaglie ecologiste appassionino l’opinione pubblica ed è difficilissimo vincerle: “Sono stati 13 anni di duro impegno, spesso su base volontaria, ho sofferto la solitudine e mi sono misurata con il meglio ed il peggio dell’umanità. Ho visto da vicino che cosa succede nei corridoi segreti della politica, dove si gioca sporco, ed ho anche ricevuto minacce di morte dalle lobby della pesca”.
Magra, un fisico nervoso, Claire ha un’energia impetuosa e una vis oratoria uniche

La Spagna ha la flotta più potente al mondo che succhia la metà dei fondi pubblici dati al settore, ma anche quelle di Italia, Francia, Portogallo e Regno Unito non scherzano e si comportano come se il mare, il bene dell’umanità, gli appartenesse e se qualcuno scendesse in profondità a controllare l’entità dei danni gli passerebbe la voglia di fare immersioni, là sotto ci sono grandi zone desertiche piene di detriti e senza vita. Abbiamo perso un patrimonio”.

La pesca elettrica nasconde molto di più. Abbiamo scoperto che la Commissione ha chiuso gli occhi davanti al parere degli scienziati. Abbiamo scoperto che l’opacità delle istituzioni proteggeva preoccupanti informazioni finanziarie. E che i soldi dei contribuenti sono serviti per convertire i pescherecci all’elettricità. Pensavamo di batterci contro la pesca elettrica, ma la nostra è diventata un’odissea attraverso le istituzioni europee”.

Alla fine di ottobre 2018, ha co fondato Public Place, il movimento politico “cittadino, ecologista e solidale” con il saggista Raphael Glucksmann e ha conseguito un Bachelor of Arts in storia presso l’Università Sorbonne di Parigi.

Nonostante Claire non abbia la bacchetta magica, è ottimista:

Sono un’utopista ma penso che anche se sei piccolo puoi cambiare il mondo. Alla fine, non è questo che dà speranza alle persone?


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