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Scherza coi fanti e lascia stare i santi. Una massima che ha funzionato sino a quando non sono stati i santi (in questo caso la Cei e il Vaticano che non sono proprio grandi esempi di santità) ad occuparsi dei fanti, cioè delle questioni politiche italiane.

Una ingerenza evidente, sempre più insistente, sempre meno tollerabile. Così anche i fanti hanno iniziato ad osservare con occhio diverso gli avvenimenti in campo avversario.

E il quadro osservato non è proprio entusiasmante. Dalla Chiesa di oltreoceano sono arrivate accuse precise contro Papa Francesco. I vescovi americani sostengono che Bergoglio fosse a conoscenza degli stupri commessi dai religiosi, eppure non avrebbe fatto nulla, avrebbe preferito insabbiare.

Monsignor Viganò ha espressamente invitato Bergoglio a dimettersi. La risposta è stata prima scalfariana (“Io non ci sto”) e poi decisamente sopra le righe quando il Papa si è scagliato contro i cani rabbiosi che lo accusano. Termini non proprio paterni.

Ma l’ingerenza dei vescovi nelle questioni politiche si è vista soprattutto nelle vicende relative ai migranti, con la pagliacciata dell’offerta di accogliere un centinaio degli sbarcati dalla Diciotti.

Neanche il tempo di ridistribuirli e già una cinquantina mancano all’appello. “Se ne sono andati”, hanno spiegato i responsabili religiosi.

D’altronde, per l’assurdità delle regole internazionali, gli ospiti non possono essere tenuti prigionieri in attesa che si valuti se hanno diritto o meno alla protezione o allo stato di rifugiato. Dunque sono liberi di muoversi e di andarsene.

Non proprio una grande dimostrazione di accoglienza da parte della chiesa. Che, tra l’altro, non avrebbe ospitato i nuovi arrivati in territorio del Vaticano, ma in Italia.

Adesso non si pone neppure più il problema. “Non volevano rimanere in Italia”, hanno aggiunto i religiosi. L’Italia è troppo povera per loro. È solo un taxi da utilizzare per arrivare nei Paesi ricchi. Nel frattempo è meglio non farsi domande sulle risorse utilizzate per mantenersi.

Con questi atteggiamenti non stupisce che le chiese siano sempre più vuote, che le vocazioni manchino. Sociologi di basso livello invece che uomini di fede, sempre pronti a strillare di fraternità a senso unico purché la fraternità e il perdono non riguardino chi osa criticare la nuova linea papale.

In tal caso la carità cristiana viene meno e gli oppositori si trasformano in cani rabbiosi. Non solo monsignor Viganò, d’altronde. La brutta vicenda dell’Ordine di Malta è un altro degli esempi di intolleranza mascherata dalle riforme.


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