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Cento anni fa, il 23 marzo del 1919, a Milano, in piazza San Sepolcro, si riunirono poche centinaia di reduci della Grande Guerra che, agli ordini di Benito Mussolini, fondarono i Fasci Italiani di Combattimento.

L’anniversario, in questo povero paese in cui non si riesce ancora a chiudere i conti con la storia che, anno dopo anno, è sempre meno recente, è passato in sordina.

Merita pertanto ricordare che il Corriere della Sera ha deciso di distribuire, a partire dal giorno successivo, un libro curato dal giornalista e divulgatore Antonio Carioti dal titolo “Alba Nera”. Il volume, che è distribuito al prezzo di €9,90 più il prezzo del quotidiano, si avvale della prefazione del noto giornalista, nonché ex diplomatico, Sergio Romano.

Il mio intento era di fare un libro storico – spiega Carioti – tenendomi distante dal dibattito attuale sul possibile ritorno del fascismo, che francamente non vedo all’orizzonte. A mio avviso la forza del fascismo fu dovuta alla capacità di Mussolini di offrire alle masse l’elemento mitico: i fascisti erano l’avanguardia della nazione. Prendo le mosse dal passato socialista di Mussolini per arrivare poi al 1922. Questa è la prima parte del libro”.

Segue una seconda parte dove il ragionamento sul fascismo continua attraverso il dialogo con gli storici, intervistati dallo stesso Carioti. Simona Colarizi spiega il suo punto di vista: Mussolini ebbe la capacità di sfruttare le aspettative delle classi medie realizzando un regime totalitario.

Alessandra Tarquini si sofferma sulle varie componenti culturali del fascismo mentre Fabio Fabbri sottolinea come il fascismo abbia potuto godere dell’indulgenza di apparati che si sentivano minacciati dalla violenza dei socialisti.

Marco Tarchi, infine, riprende la definizione di Sternhell del fascismo come sintesi ulteriore rispetto a destra e sinistra, specificando che più che essere anti-socialista il fascismo eleggeva a nemico principale il liberalismo.

La terza parte presenta diversi documenti e raccoglie discorsi e articoli di Mussolini sin dal primo apparso sul Popolo d’Italia fino al discorso di Napoli alla vigilia della Marcia su Roma.

Certamente non mancano i volumi che raccontino le vicende presentate da Carioti. Ma vista la facilità di reperimento in edicola del testo crediamo che valga la pena di prenderlo in considerazione.


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