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Il merito del mercato è quello di ridurre enormemente il numero delle questioni che devono essere decise per via politica”, scrisse Milton Friedman poco meno di sessant’anni fa.

Il vero potere sarebbe naturalmente appartenuto ai tecnici [che] si sentivano indispensabili e largamente superiori agli uomini del governo”, denunciò Victor Serge durante la deriva sanguinaria dell’Unione Sovietica circa novant’anni fa.

Questa archeologia del pensiero dimostra quanto di tali impostazioni – auspicata la prima e incriminata la seconda – si sia attuato nell’attuale gestione della ormai usurata e continuamente manipolata emergenza virale.

A fronte di un governo illegittimo composto da incompetenti, la pletora tecnocratica confusa e contraddittoria detta le regole della vita pubblica e privata dei cittadini.

Contemporaneamente, un fiume di denaro si riversa in rivoli incontrollabili a favore di iniziative più o meno razionali, con fondati sospetti su operazioni non proprio limpide e il conseguente ingrassamento finanziario di alcuni.

Un sistema, questo, che sembra ben oliato da tempo per entrare in funzione con la massima efficienza ed efficacia proprio nelle situazioni di crisi. E la crisi quanto meno orchestrata se non originata per giustificare i due dispositivi funzionali e decisivi di cui sopra.

Quando l’onorevole Sara Cunial, della quale per questo contesto non mi interessano comportamenti privati né discutibili imprese, parlò in Parlamento di Nuovo Ordine Mondiale, l’aula sorda e grigia rizzò le orecchie e si accese. Naturalmente, l’unica reazione oltre allo sdegno scontato fu l’accusa di vilipendio nei confronti del Presidente della Repubblica, sempre che questi sia ancora vivo.

I cervelli, pochi e scadenti all’ammasso, non riescono a connettersi su un dubbio, ma cortocircuitano immediatamente nel giudizio.

Molti considerano dei licantropi – mi scuso, sono proprio imbarazzato, intendevo dire filantropi – gente come Soros, Rockefeller o Bill Gates perché finanziano operazioni spacciate come umanitarie.

Ma veramente pensate che speculatori finanziari agiscano senza un tornaconto personale? Siete sinceramente convinti che tali soggetti possano essere motivati nelle scelte da idealità amorevoli senza riscontri di utili?

È in corso da decenni una operazione mondialista di manipolazione di massa. Questa strategia è costituita da diverse tattiche, che nel reticolo globale si intersecano nei nodi della rete mescolandosi negli obiettivi ed autopotenziandosi sinergicamente.

Certamente i finanziamenti alle Ong, che supportano la criminalità organizzata schiavista, non sono neutrali nella loro alacre attività di invasione allogena. Né sono a fondo perduto gli investimenti nei vari settori della cultura, della genetica, dell’etica, della scienza e della comunicazione, ma sostengono precise operazioni di ingegneria socio-politica specificandole nei singoli Stati, in una panoramica disgregazione delle sovranità nazionale e l’insediamento più radicale, più risolutivo e più solido di un governo unico mondiale di tipo aziendale.

La citata Cunial ha parlato di “fuochi di resistenza” nel suo intervento parlamentare, all’interno di una rivolta popolare.

Due considerazioni a proposito per dimostrare l’illusione della sua prospettiva. Innanzitutto, la resistenza è uno stato passivo che tiene finché gli altri ne permettono la tenuta. Poi, rivolta è esattamente il contrario di rivoluzione: la prima è emotiva e sbrigativa, repentina; la seconda è lucida, razionale e organizzata.

Attendo fiducioso che trovi i leader e gli strateghi.


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