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Guido Melis, vincitore del Premio Acqui Storia per la sezione scientifica, ha fatto notare che l’epoca fascista è durata in fondo solo 20 anni eppure nell’immaginario collettivo pare quasi si sia trattato di un periodo lunghissimo, quasi di trattasse dell’epoca romana o del Medioevo.

Non a caso il maggior premio storico europeo – cresciuto grazie all’impegno e alla lungimiranza di Carlo Sburlati – consegna ogni anno i principali riconoscimenti a volumi che trattano del fascismo sotto l’aspetto scientifico, divulgativo o come romanzo storico.

E Scurati, come ha ricordato Bartolo Collo su queste colonne, domina le classifiche di vendita dei libri con il suo volume che riporta in copertina la grande M mussoliniana.

Curioso, in un Paese dove la storia viene cacciata dalla scuola sostituita da una attualità che nulla può insegnare poiché nulla rappresenta.

Ormai anche l’epoca democristiana, quella della ingombrante Balena Bianca, sta svanendo rapidamente, a dimostrazione di una sopravvalutazione immeritata.

E la Storia, quella che non interessa al ministro dell’Istruzione Bussetti, è invece un giudice severo che cancella ciò che non conta davvero. Non bastano le interpretazioni faziose della stragrande maggioranza degli storici: il fascismo, benché demonizzato, continua ad interessare molto più della destra storica, di Garibaldi, di Andrea Costa e infinitamente di più di De Gasperi o Scalfaro.

La Storia ha condannato all’oblio chi non è stato davvero importante, chi non ha lasciato un segno.

Gli storici sono un’altra cosa, passano, a volte si vendono, si schierano, cercano di influenzare i lettori, di condizionare la realtà.

Poi, però, la Storia provvederà a fare giustizia, cancellando gli storici e riportando nella giusta luce gli avvenimenti ed i personaggi che hanno tracciato un solco duraturo.
Magari serviranno decenni, secoli, ma poi la realtà emergerà.

Con la riabilitazione di Nerone o dell’imperatore Giuliano, con la rivalutazione di un Medioevo che non era solo una sequela di secoli bui.

L’epopea di Napoleone è ancora troppo recente per avere un giudizio super partes e sulla storia più recente sono in troppi a camparci ed a costruirsi una carriera.

Ma cancellare la Storia dalla scuola non porterà a nulla di buono.


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