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Una classe dirigente non si inventa dall’oggi al domani. E la Valle d’Aosta ha sempre sofferto per la mancanza di una classe dirigente che andasse al di là dell’uomo solo al comando. Qualcosa, però, forse si muove.

Non solo nella politica, con la nascita di una miriade di nuove formazioni intenzionate a presentarsi alle elezioni regionali di settembre, ma anche e soprattutto nella realtà quotidiana.

Nei giorni scorsi, ad Ayas, un folto gruppo di cantanti si è esibito per ricordare un ragazzino del paese, sconfitto dalla malattia. Al di là dell’iniziativa meritoria, con una raccolta di fondi per aiutare altre famiglie in difficoltà, è stato importante rilevare come un piccolo paese possa favorire la crescita di un numero consistente di artisti. Magari non tutti di livello eccelso, ma ciò che conta è l’impegno, la disponibilità, la voglia di fare qualcosa per gli altri.

Un’ottima base di partenza per una comunità che vuole migliorare, che vuole avere un futuro. Non necessariamente nella musica, ma in qualsiasi settore verranno indirizzate queste qualità, i risultati positivi non mancheranno. È così che nascono le nuove classi dirigenti, dai giovani, dal loro coraggio, dall’impegno, dalla valorizzazione delle proprie doti. Passando dal palco di un auditorium alla gestione di un hotel, a un ruolo in un consiglio comunale, alla guida di un’associazione, alla promozione culturale, ad un’attività di formazione. Sempre con una visione che superi la sala da pranzo.


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