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Un intervento dello storico Franco Cardini, che ha duramente criticato l’atteggiamento dell’opposizione in questi troppo lunghi periodi di emergenza, ha suscitato le proteste di chi ritiene che il ruolo degli intellettuali debba essere al servizio dei partiti.

Il ritorno, in pratica, all’intellettuale organico. Già, ma organico a chi? A cosa?

L’intellettuale organico era, gramscianamente, quello legato alla classe lavoratrice. Poi, per traslato, è andato ad indicare quell’intellettuale legato organicamente al Pci. Che, in cambio, elargiva prebende, assegnava premi, garantiva incarichi ben remunerati, assicurava posti di lavoro e carriere in ambito universitario, giornalistico, editoriale.

Gli elettori del centrodestra pretenderebbero di avere a disposizione, gratuitamente, intellettuali privi della libertà di criticare l’inesistente linea politica dell’area. Gli elettori, perché i politici di professione non li vogliono proprio vedere, gli intellettuali. Non sono a libro paga, non vengono aiutati, non vengono sostenuti, spesso vengono osteggiati. Dunque non si comprende perché Cardini, o chiunque possa venir etichettato con l’epiteto di intellettuale, dovrebbe accettare acriticamente gli atteggiamenti dei partiti di opposizione. Fa parte di questi schieramenti? No. Ha fatto carriera universitaria grazie ad appoggi politici? No. Ha pubblicato libri con case editrici legate a questi partiti? No.

E allora sarà ben libero di criticare (seppur ingenerosamente, in questo caso) un’opposizione che continua a rifiutarsi di andare al di là degli slogan. Ieri una parlamentare leghista, Elena Morelli, è insorta contro il governo che non fa nulla per tutelare i buoni pasto che le aziende hanno tolto ai lavoratori in smartworking. Il governo ha risposto che devono intervenire le amministrazioni locali. Magari quelle guidate proprio dalla Lega come il Piemonte, dove proprio la Regione ha cancellato i buoni pasto ai propri dipendenti.

Un bravo intellettuale organico non dovrebbe fiatare di fronte a questi atteggiamenti? Dovrebbe registrare la protesta senza far notare l’incongruenza? Dovrebbe arrampicarsi sui vetri per giustificare la Regione che approfitta della situazione per penalizzare i lavoratori e criticare il governo che non li difende? E senza neppure ricevere un buono pasto..


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