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D’accordo, avere fiducia nella giustizia italiana è come fidarsi di Zingaretti quando va a farsi l’aperitivo a Milano sostenendo che va tutto bene con l’Elsavirus. D’accordo, nelle galere italiane ci sono “anche” degli innocenti.

Ma ci sono soprattutto dei colpevoli. Ed è veramente fastidioso vedere i parenti dei detenuti inscenare manifestazioni davanti alle carceri per pretendere la liberazione dei loro cari a causa del virus.

Quegli stessi detenuti che, in Puglia, hanno cercato di evadere approfittando delle proteste. Quegli stessi detenuti che, a Modena, si sono ammazzati di overdose dopo aver assaltato l’infermeria del carcere. Ma bisogna essere buoni, bisogna liberare tutti, sicuri che, ottenuta la libertà, si comporteranno benissimo, si offriranno volontari negli ospedali, faranno i vigili di fronte alle scuole (vuote per virus), porteranno la spesa agli anziani e senza svaligiare l’argenteria.

Tutte brave persone vittime di errori giudiziari. E l’elevatissima percentuale di recidivi? Pura coincidenza, sfortuna, incomprensione. Ma ora le famiglie li reclamano e, dunque, è giusto che tornino a casa. Se poi dovessero nuovamente rapinare ed assassinare qualche anziano, cosa ci sarebbe di diverso rispetto a chi sostiene che gli anziani non devono essere curati per far posto ai giovani? Crepare di Elsavirus lasciando il posto in rianimazione ad un ventenne reduce da un rave party non è molto meglio di venire accoppati da un rapinatore ventenne.

Di fronte alle rivolte delle carceri, di fronte alle evasioni, cosa fanno Bonafede e Lamorgese? Uno pensa al processo a vita, senza prescrizione. L’altra è impegnata a difendere i clandestini ed a inventarsi cacce alle streghe contro i neonapoleonici o contro i seguaci di Vercingetorige o di Achille.

E quel tale che occupa il Quirinale? Muto, inutile. Non siamo mica in emergenza..


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