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Siamo al tempo delle discolpe, delle genuflessioni, del piagnisteo istituzionalizzato. Dalle persecuzioni degli omosessuali alla distruzione di Gerusalemme, dai sopravvissuti alle catastrofi ai pronipoti dei vari genocidi, dalla tratta degli schiavi alla Santa Inquisizione è tutto un rincorrere di accuse, da un lato, e di untuose autodenigrazioni, dall’altro.

Associazioni di vittime sorgono come funghi, e naturalmente cresce una forma di patologia sociale caratterizzata dalla colpa e da una suicida, masochistica, disponibilità all’espiazione.

Con la ridicola “Commissione anti-odio” si arriva al punto cruciale della questione: chi deve scusarsi e perché lo dovrebbe fare.
Se si analizza con sufficiente distacco la dinamica di questo processo in corso si possono notare alcuni particolari inquietanti, sia per quello che riguarda la verità storica, sia per quello che interessa gli obiettivi di questa procedura.

Tutto parte dalle colpevolizzazione di un soggetto politico e/o religioso, per espandersi poi, con metastatica infiltrazione, agli anfratti più nascosti della vita privata del singolo fino all’autocontrollo del pensiero e del sentimento.

Cominciamo con il discorso dell’antisemitismo, che già in sé è fuorviante, perché semiti sono anche gli arabi in quanto appartenenti allo stesso ceppo etnico. Questo mantra colpevolizzante nasconde ben altre intenzioni. Già nel 2011, Sergio Luzzatto nel suo saggio Il crocifisso di Stato affermava che: “Senza il crocifisso negli edifici statali l’Italia non sarebbe più la stessa: sarebbe più giusta, più seria, migliore”. E poi, sosteneva l’idea di Amos Luzzatto: “Cosa metterei nell’aula delle scuole italiane? La doppia elica del Dna”.

Quindi, scomunica della cristianità e apologia del cosmopolitismo indifferenziato, mantenendo, però, l’intoccabilità della stella di David.

A questa trappola religiosa se ne aggiunge una seconda. Quella della diffida alla critica dell’Islam. Mentre a Poiteirs una grande moschea sorgerà a ricordo della battaglia di Carlo Martello che nel 732 fermò l’invasione araba, e la spianata sarà dedicata ai martiri musulmani uccisi dai cristiani, l’Italia proibisce la critica ad una religione politica che ha ufficializzato la sua conquista economica e militare.

Il complesso occidentale, come titola un importante saggio Alexandre Del Valle, ha vinto.
L’occidente cristiano viene esautorato da ogni possibilità di espressione, viene reso bersaglio di ogni possibile azione censoria e giudiziaria, viene annullato nella sua storia, nella sua cultura, nella sua identità, nel suo spirito.


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