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Questa volta bisogna capirli. I centri sociali sono scesi in piazza a Torino per cercare di impedire, inutilmente, l’apertura di una sede dei giovani della Sorella della Garbatella.

E bisogna capirli non per le solite idiozie sui “covi fascisti”, poiché solo delle menti bacate (molto bacate) possono confondere il fascismo con un partito che, proprio a Torino, affida l’inaugurazione a Roberto Rosso, ex Dc e poi ex Forza Italia, sostenitore di una improbabile coesistenza di liberismo e di dottrina sociale della Chiesa (quando la Chiesa esisteva ancora).

Dunque perché capire la protesta ed in tentativo di censura? Ma perché la provocazione dei giovani della destra torinese è evidente: hanno scelto come nome Aliud. In latino! E questa cos’è se non una vergognosa provocazione nei confronti della sinistra radical chic che sta dimostrando a raffica la propria totale ignoranza per tutto ciò che riguarda la storia romana?

Prima si era cimentato Enrico Letta, convinto che la Gens Claudia (una delle famiglie storiche di Roma) fosse assimilabile ad i migranti in arrivo da aree sconosciute dell’Impero. Poi è intervenuta Cirinnà che, davanti alla Gruber, ha spiegato che Quinto Fabio Massimo, detto il temporeggiatore, era un imperatore romano, da paragonare al geniale Nicola Zingaretti. Se Cirinnà non fosse stata in bagno mentre spiegavano Storia (ma in bagno dovevano esserci anche Gruber e Giletti che non hanno corretto la compagna di studi malfatti), avrebbe scoperto che le guerre puniche precedono di circa 200 anni l’Impero.

Dunque la scelta del nome Aliud per la propria organizzazione è una chiara provocazione nei confronti di chi – come Cirinnà, Gruber, Giletti e Letta – non ha potuto studiare poiché costretto a lavorare come bracciante o in miniera sin dalla più tenera età. E di fronte ad una simile vergognosa provocazione resta solo il fuoco per chiudere le sedi dei provocatori.

Contrordine compagni! Pare che nè Cirinnà nè gli altri compagni fossero impegnati a lavorare. Dunque si tratta solo di crassa ignoranza accompagnata dall’arroganza che porta a citare ciò che non si conosce. Ed allora ha ragione il compagno Oliva, ex assessore alla Cultura del Piemonte nonché storico, che propone di eliminare dal programma scolastico lo studio della Storia antecedente alla rivoluzione francese. Così non ci saranno più professorini fastidiosi che correggono Letta e Cirinnà. E non ci saranno più compagni dei centri sociali in lotta contro le parole tedesche come Aliud.


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