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Quello che sta accadendo nel campo dell’informazione a proposito dei fatti di Val d’Enza presenta dei lati che non solo sono preoccupanti per la cortina di silenzio che avvolge la vicenda giudiziaria, ma equivoci per le modalità di affrontare la questione e la presenza di certi personaggi nel circo mediatico scatenato attorno ai fatti.

Innanzitutto una domanda riguarda le istituzioni. Bonafede, per la Giustizia, si chiede “che ci faccio qui?”, per altro congruamente insieme ad altri illustri sconosciuto di questo governicchio. Giulia Grillo della Salute si sta cercando con scarsi risultati. La senatrice Raffaella Marin, membro della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, non pervenuta. Il Ministro per la Famiglia e le Disabilità è in attesa di collegamento.

Sembra che Federica Sciarelli, conduttrice di Chi l’ha visto?, stia preparando una trasmissione proprio su questi rappresentanti parlamentari, che tra autoscatti marinari, documentazioni alimentari, foto degli ultimi tacco dodici e amenità pubblicitarie autoincensatorie, sono ammutoliti e paralizzati, invece che scatenarsi con richiesta di chiarimenti, presenze mediatiche e pressioni istituzionali.

La Rai, poi, in black-out. Nessun servizio speciale, nessuna trasmissione delle manifestazioni di Bibbiano, nessun resoconto sull’andamento delle indagini.

Che il Pd c’entri nello scandalo, a dire il vero, mi interessa poco. È talmente sommerso dalle rogne e dalla vergogna, che uno squallore in più o in meno non fa notizia. Ma nel momento in cui si dà appoggio politico agli inquisiti, e l’inutile, dal punto di vista rappresentativo, quando dannosa da quello pratico, associazione denominata Anpi, scende in campo a tutela dei suoi sodali, allora la questione diventa necessariamente politica.

Dove sono, quindi, i rappresentanti governativi in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni a chiedere verità e giustizia, ad appendere striscioni, a fare interrogazioni, a redigere documenti di sostegno e solidarietà alle vittime? Non si sa. Niente trapela.

C’è stato, è vero un incontro alla Camera organizzato dal gruppo di Fratelli d’Italia dove lo psichiatra Alessandro Meluzzi, al di là di alcune provocatorie generalizzazioni, ha centrato l’attenzione, che poi è stato un invito, sulla guerra in corso di carattere ideologico contro l’uomo e la famiglia.

Questo è il punto, una strategia che si inserisce nella corrente definita transumanista, che vuole il superamento dei confini identitari, delle relazioni genitoriali, della sessualità eteronima, per il raggiungimento della similitudine del cyborg e dell’androgino indifferenziato. Una strategia che agisce contronatura e che ha fatto della perversione la norma.

Non vorrei che le indagini finissero con qualche colpevole per intrallazzo economico, qualche non luogo a procedere per infermità mentale dell’imputato, qualche condanna per imperizia e/o negligenza. Insomma, quattro farabutti o scemi alla gogna: fine dello spettacolo e tutti a casa.

Dietro a questi fatti, e a molti altri fatti simili e datati a livello europeo, ci sono lobbies e centri di potere finanziario. E’ dietro alle quinte che si celano i registi e gli sceneggiatori.
Rimane il problema degli inutili impotenti, trasformati in potenti inutili con l’unzione elettorale, che arrancano senza meta e senza competenze di navigazione, credendo solo a ciò che viene propinato, senza il coraggio e la determinazione a combattere.

Da Bibbiano una sola indicazione: niente deve restare nascosto e impunito.


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