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Gliele incarto o le consuma subito? Per la stragrande maggioranza delle canzoni italiane del 2001 l’incarto è sicuramente superfluo. Si consumano all’istante e non lasciano neppure un ricordo seppur breve. Con le dovute eccezioni, ovviamente.

Come il disco di Gaber La mia generazione ha perso: una sorta di testamento musicale nell’album che è l’ultimo pubblicato in vita, con brani nuovi ed altri del precedente spettacolo: La razza in estinzione, Si può, Destra-Sinistra, Il conformista, Il potere dei più buoni (andrebbe reso obbligatorio l’ascolto prima di ogni Tg).

Non è l’unico aspetto interessante dell’ennesimo anno modesto. In fondo anche la classifica del Festival di Sanremo offre spunti apprezzabili. Perché, perlomeno, si premiano le interpretazioni di chi sa ancora cantare. Vince Elisa con Luce (Tramonti a Nord Est) davanti a Giorgia (Di sole e d’azzurro). Questa nostra grande storia d’amore dei Matia Bazar si piazza al terzo posto precedendo L’acrobata di Zarrillo ed il Saluto d’inverno di Turci. Britti conquista spazio con Sono contento (ma La vasca diventerà un tormentone estivo), Jenny B non si capisce perché sia a Sanremo, così come Quintorigo o Sottotono, ma anche l’eterno Peppino Di Capri non entusiasma alla pari di Concato. L’eterno movimento di Oxa non è il suo massimo e di Syria si ricorda solo il titolo tutto attaccato Fantasticamenteamore. Tra i giovani vincono i Gazosa (Stai con me) e si affaccia alla ribalta Renga (Raccontami).

Tra chi a Sanremo non va più, Celentano scala le vette della classifica degli album con Esco di rado e parlo ancora meno (ma è una promessa fasulla), grazie soprattutto alla traccia Per averti. Continua il successo di Vasco (Ti prendo e ti porto via, Siamo soli) e di Zucchero con Shake (Music in me, Porca l’oca). Stilelibero di Ramazzotti non è una novità ma Venditti propone ben due raccolte di suoi successi e lo stesso fa Bennato mentre Pooh, Irene Grandi e Mannoia si accontentano di una sola.

Due album anche per Pino Daniele (Medina e Napule è), Gigi D’Alessio si interroga su Il cammino dell’età e Zero è alle prese con La curva dell’angelo. Raf si piazza nell’Infinito e Bocelli si accontenta dei Cieli di Toscana. È coraggioso De Gregori che nell’album Amore nel pomeriggio inserisce Il cuoco di Salò). E non è un disco facile Ferro battuto di Battiato, a differenza di 1 in + degli 883 (Bella vera, Come deve andare, La lunga estate caldissima).

Non è l’anno migliore per Carboni (Lu.Ca), per Dalla (Luna Matana), Tiromancino (La descrizione di un attimo), Consoli (L’anfiteatro e la bambina impertinente, nonostante il successo di Parole di burro). Mina dedica Sconcerto a Domenico Modugno, interpretando alcuni dei brani più noti mentre viene proposto il secondo volume di successi della tournée di De André e Pfm per ricordare il cantautore genovese scomparso nel gennaio del ‘99.

Tra i brani che hanno superato la sfida del tempo, seppur breve, può figurare Perdono di Tiziano Ferro. Mentre di consumo immediato sono le canzoni di Neffa (La mia signorina), di Tricarico (Io sono Francesco), di Paola e Chiara (già in rapida discesa con Viva el amor e Fino alla fine). Pausini propone E ritorno da te, i Subsonica vedono Nuvole rapide. Valeria Rossi ha il suo momento di gloria con Tre parole, canzone di immediato consumo ma che, in quanto tormentone estivo, viene spesso riproposta.


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