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Settembre 1998: muore Lucio Battisti. Scompare in un momento di gravissima crisi della musica italiana alle prese con la mancanza di idee e con l’incapacità sia di innovare sia di proseguire nel solco della tradizione.

Non è certo un caso che ben due album di raccolta dei brani più noti di Battisti compaiano tra i più venduti dell’anno nonostante il breve tempo a disposizione dopo la morte dell’artista.

Comunque qualche novità riesce a farsi spazio anche nel ‘98. Mina e Celentano realizzano un album insieme, Acqua e sale, con canzoni nuove che vengono immediatamente accolte con successo. Erano decenni che i due cantanti non si ritrovavano in vetta alle classifiche. Ma è un anno positivo anche per Zero con Amore dopo amore (Cercami, Dimmi chi dorme accanto a me), per Vasco con Canzoni per me (Io no, Quanti anni hai), e Zucchero con Blue Sugar (con un brano interpretato insieme alla figlia Irene). Continua il momento d’oro per 883 con Io ci sarò, inserita in mezzo ad altri successi precedenti.

Zarrillo si riaffaccia con canzoni che avevano lasciato tracce (da Una rosa blu a Su quel pianeta libero) e da Pausini arriva La mia risposta. Nek è In due (Se una regola c’è, C’è tutto un mondo, oltre a Se io non avessi te) ed i Pooh sono alle prese con una ennesima raccolta di loro successi. Così come Vecchioni, Litfiba, Guccini, Baglioni ed Antonella Ruggiero che però ripresenta le canzoni duettando con altri interpreti. Una raccolta, dedicata alla Liberia, anche per Pavarotti ed i suoi amici. Elisa canta in inglese (Pipes&flowers) e Battiato presenta Gommalacca (Casta Diva).

Per gli Articolo 31 non c’è Nessuno, i 99 Posse sono in Corto circuito e Prozac + in Acidoacida.

Patty Pravo non ottiene grande successo con Notti guai e libertà. Per Mannoia ci sono Belle speranze, forse di migliorare, gli Stadio si dedicano a Ballate fra il cielo e il mare mentre Grignani nei Campi di popcorn lancia una di quelle frasi utilizzate da innamorati delusi (Scusami se ti amo). Fabi approfitta di Sanremo per promuovere Lasciarsi un giorno a Roma ed i Nomadi, che al festival non vanno, hanno comunque Una storia da raccontare. Lingo è l’album di Almamegretta e ritornano Branduardi (Il dito e la luna) e Gatto Panceri (Stellina).

Che non sia un anno memorabile lo si vede già nei primi mesi, con un festival di Sanremo vinto da Annalisa Minetti con la dimenticata Senza te o con te. Minetti vince tra i giovani e poi, grazie al regolamento che promuove i primi tre classificati, partecipa e vince tra i Big sempre meno big. Supera Antonella Ruggiero (Amore lontanissimo), Lisa (altra giovane promossa con Sempre), Paola Turci (Solo come me) e Silvia Salemi (Pathos). Mango e Zenima (Luce) precedono Luca Sepe, il terzo giovane promosso con Un po’ di te. Difficile individuare un brano rimasto nella memoria collettiva. Forse Flamingo di Caputo, forse Per te di Paola e Chiara, o ancora Quando un musicista ride di Jannacci. Davvero poco.

Non che fuori dal festival si registrino capolavori assoluti. Nelle radio possono ancora passare Solo una volta di Britti, Le ragazze di Carbone, Da me a te di Baglioni, Mi fai stare bene e Quanto tempo ancora di Antonacci. Meno ricordate Angeli noi di Mietta, Ho perso le parole di Ligabue, Cara Valentina di Gazzè o Notti senza cuore di Nannini. E ancora meno Gigi D’Agostino che nel 98 canta Elisir e Cuba libre.


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