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Prima del ballottaggio di questa domenica, un appropriato e tempestivo servizio televisivo mostrava Ferrara, città a misura d’uomo dove si circola felicemente in bicicletta.

Ferrara è andata al voto e, nonostante la marchetta, ha bocciato per la prima volta nella storia repubblicana la sinistra ed ha scelto un sindaco leghista.

Chissà, forse sulle scelte dei ferraresi ha inciso proprio il rapporto di amore con le due ruote a pedali (mentre a sud, in Romagna, si amano le due ruote a motore). Perché le interviste evidenziavano indubbiamente il piacere e la comodità di andare in bicicletta, peccato che tutti avessero subito furti su furti. Non è certo una peculiarità ferrarese. In tutte le città i furti di biciclette sono una costante e rappresentano il principale disincentivo ad una mobilità diversa, più attenta all’ambiente.

E forse spiegano anche il fallimento elettorale degli ambientalisti italiani mentre in tutto il resto d’Europa i verdi si impongono (i sondaggi li indicano come primo partito in Germania, davanti a Cadu-Csu). Perché in Italia gli ambientalisti sono anche immigrazionisti e giustificazionisti. Se gli ospiti non invitati rubano una bici, bisogna far finta di niente e sopportare pazientemente. Tanto è inutile far denuncia, il ladro non trascorrerà neppure una notte in galera. E con questa prospettiva non è che le forze dell’ordine si impegnino più di tanto per recuperare bicicletta e ladro.

Ma a Ferrara i problemi si aggravavano man mano che ci si avvicina alla stazione ferroviaria, zona dove lo spaccio e la violenza godono di una zona franca. Ed allora va benissimo vivere in una città a dimensione di bicicletta, con ritmi umani. Purché sia tutta la città, purché non ci siano quartieri dove gli ospiti non invitati possano delinquere liberamente ai danni dei ferraresi. Il sindaco piddino sconfitto ha già ironizzato sulla nuova maggioranza a guida leghista: “Non hanno la bacchetta magica”. Ha perfettamente ragione, impossibile metter fine alla delinquenza in certi quartieri sino a quando in Italia ci sarà un certo tipo di magistratura e non si procederà ad una riforma radicale.


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