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Accelerazioni brucianti e brusche frenate. Il mercato mondiale dell’auto ha archiviato un febbraio dall’andamento altalenante ma certo non brillante

Se l’Europa ha chiuso il mese con un progresso di oltre 4 punti percentuali, negli Stati Uniti si è accentuata la flessione di un mercato in difficoltà.

In assoluto il calo non è drammatico, pari al 2,3%, con un incremento delle vendite di veicoli importati ed una diminuzione del 3,7% delle immatricolazioni di quelli prodotti negli Usa.

Il dato riguarda però l’insieme dei light vehicle ma se si prendono in considerazione le sole autovetture, il crollo del mercato è impressionante: -12,9%

Va meglio in Canada, dove le consegne di veicoli leggeri aumentano del 2,3% mentre anche il Messico è in picchiata (-7,2%). Le elaborazioni dei dati, realizzate dall’Anfia, evidenziano invece una buona tenuta dei due principali mercati sudamericani, Brasile (+15,5%) e Argentina (+18%). Le vendite in termini di valori assoluti restano comunque basse se confrontate con i mercati europei.
Riattraversando l’Atlantico, i dati dell’Anfia mostrano una ripresa del mercato turco dopo il calo del 5% nel 2017 ma con un progresso del 3,6% a gennaio. Ma la vera protagonista della crescita di questi ultimi mesi è la Russia che vede le consegne di nuove auto aumentare del 25% a febbraio. Dunque sui consumatori russi non incide negativamente la campagna elettorale, a differenza di quanto si è sostenuto per giustificare il rallentamento italiano. Si è ancora lontani dai livelli ante crisi ma il governo di Mosca punta con decisione sulla motorizzazione privata e ha varato una serie di agevolazioni per favorire l’acquisto di auto da parte di famiglie numerose e anche a vantaggio di chi compra una vettura per la prima volta.

Negativo, al contrario, l’andamento delle vendite nei due più importanti mercati dell’Estremo Oriente

Rallenta il Giappone, che il mese scorso ha ceduto il 2,8%, ma è ancora più brusca la frenata cinese, con un mercato in calo del 9,6%.

Ma a proposito di frenate, va ricordato che a febbraio il gruppo Fca è stato il peggiore sul mercato europeo tra i costruttori occidentali. Flessioni superiori a quella di Fca, dovuta al negativo andamento dei marchi Fiat e Lancia, sono state registrate solo da Nissan, Jaguar e Honda, ma su volumi molto più limitati.


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