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Un tempo i mesi primaverili erano contraddistinti da un incremento degli acquisti di auto: ci si preparava alle lunghe vacanze estive con una vettura nuova. Ora le vacanze si sono drasticamente ridotte e a maggio i mercati dell’auto di gran parte del mondo hanno fatto registrare brusche frenate.

A partire dall’Europa dove le analisi Anfia riportano che la crescita è stata limitata allo 0,6% facendo calare l’incremento dall’inizio dell’anno al 2,2%.

Un maggio molto freddo per Germania (-5,8%) e Italia (-2,8%).

Non è andata meglio in Turchia che cede il 3,9% a maggio, con una flessione del 2,1% nei primi cinque mesi del 2018.

In controtendenza positiva la Russia che il mese scorso ha visto le consegne di nuove vetture aumentare del 18%, per una crescita complessiva del 20% dall’inizio dell’anno.

Più complessa la situazione in America. In teoria i Paesi Nafta registrano un incremento del 3,4% a maggio e dello 0,4% nei primi 5 mesi. Ma il dato nordamericano – precisano all’Anfia – comprende non solo le auto, ma anche i veicoli commerciali. Così negli Stati Uniti a maggio il mercato cresce, complessivamente, del 4,7% ma l’incremento riguarda esclusivamente i veicoli commerciali mentre per l’auto il calo è pari al 9,7%. Tra l’altro le misure protezionistiche di Trump non impediscono ai veicoli importati di crescere a ritmo triplo rispetto alle consegne di veicoli prodotti negli Usa.

Ma se gli Stati Uniti riescono, con i furgoni, a mascherare il dato complessivo, il Canada perde comunque lo 0,5% e il Messico il 6,9% che porta la flessione dall’inizio dell’anno all’8,9%.

La frenata di maggio è ancora più evidente in America del Sud. Brasile e Argentina avevano mercati che volavano con progressi a due cifre ma il mese scorso il Brasile non è andato oltre la modesta crescita dello 0,6% che riduce l’incremento dall’inizio dell’anno al 15,7%. Peggio è andata in Argentina dove si registrano gli effetti delle catastrofiche politiche economiche di Macri. Il mercato è andato in zona negativa a maggio (-1,2%) e la crescita dall’inizio dell’anno scende al 14,9%.

In Asia, infine, il Giappone conferma la stagnazione, con un calo dell’1,5% a maggio e dell’1,7% nei primi 5 mesi. Mentre la Cina continua nel processo di motorizzazione del Paese e vede il mercato crescere dell’11,2% il mese scorso e del 4,5% dall’inizio dell’anno.


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