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Drastico peggioramento in giugno per le vendite di auto in Europa. Le immatricolazioni nel complesso dei 31 mercati nazionali della UE e dell’Efta fanno infatti registrare un calo del 7,9%.

A rendere ancora più preoccupante la situazione è poi il fatto che dei 31 mercati considerati soltanto cinque sono in crescita (Lituania, Romania, Irlanda, Grecia e Cipro), mentre tutti gli altri sono in calo.

Migliore di quello di giugno, ma comunque negativo, é il bilancio del primo semestre che chiude con una contrazione del 3,1%.

Secondo il Centro Studi Promotor, le cause di questa insoddisfacente situazione sono da ricercarsi nella debolezza del quadro congiunturale (che comunque non è negativo) e, soprattutto, nella crisi del diesel che determina forte indecisione nel processo di acquisto con rinvio nella sostituzione di vetture già mature per la rottamazione o per il mercato dell’usato.

Il calo delle immatricolazioni delle vetture diesel è compensato, ma soltanto in parte, dall’acquisto di nuove auto a benzina o ad alimentazione alternativa. Queste ultime sono in crescita, ma non tanto quanto sarebbe auspicabile dati i grandi investimenti che la loro messa a punto richiede. Molto rilevante in proposito è la dichiarazione di Mike Hawes, amministratore delegato della Society of Motor Manufacturers and Traders del Regno Unito (SMMT): “Se vogliamo vedere un utilizzo diffuso di questi veicoli (auto ad alimentazione alternativa), che sono una parte essenziale di una transizione senza intoppi verso il trasporto a emissioni zero, abbiamo bisogno di incentivi a lungo termine di livello mondiale”.

Particolarmente significativo nell’area UE+Efta è il peso dei cinque maggiori mercati che complessivamente valgono il 72% delle immatricolazioni e che accusano un calo del 5,6% in giugno e del 2,2% nel primo semestre. Il miglior risultato nell’area dei cinque grandi è quello fatto registrare dalla Germania che accusa un calo del 4,7% in giugno, ma chiude il consuntivo del primo semestre con una crescita dello 0,5% toccando il livello massimo di immatricolazioni nel decennio in corso. Decisamente peggiore il risultato del Regno Unito con un calo del 4,9% in giugno e del 3,4% nel semestre, mentre la Francia accusa un calo dell’8,4% in giugno e dell’1,8% nel semestre e l’Italia cala del 2,1% in giugno e del 3,5% nel primo semestre. Dunque il mercato italiano regge, a giugno, meglio di altri benché i vari Berlusconi, Bernini, Zingaretti e Sestino Lumaconi non se ne accorgano. Il peggior risultato nella pattuglia dei cinque grandi è comunque quello della Spagna con cali dell’8,3% in giugno e del 5,7% nel semestre.

In sintesi, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la situazione del mercato europeo dell’auto non è catastrofica, ma certo non è positiva e preoccupa il fatto che, mentre si è decretato il pensionamento anticipato del diesel, manca una politica a livello europeo per accompagnare il settore dell’auto e della mobilità verso l’obiettivo delle zero emissioni. La transizione verso la decarbonizzazione dell’auto e della mobilità è già iniziata ma sarà lunga e difficile e, come è emerso dal convegno organizzato il 2 luglio dal Centro Studi Promotor alla Camera dei Deputati, un passaggio decisivo di questa transizione sarà il rinnovo del parco circolante, che va sostenuto ed accelerato prevedendo agevolazioni soprattutto per gli automobilisti con limitata capacità di spesa.


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