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Con 1.442.643 immatricolazioni si è chiuso in positivo (+0,6%) il mercato delle autovetture nell’area UE + EFTA. Il risultato avrebbe potuto essere migliore se in alcuni Paesi importanti non vi fosse stato un “effetto calendario”, cioè un minor numero di giornate lavorate rispetto a maggio 2017.

Il consuntivo gennaio-maggio chiude comunque a quota 7.076.504 e quindi con una crescita del 2,2%, che è apprezzabile, se si considera che si riferisce ad un’area decisamente importante.

La domanda di autovetture in Europa è sostenuta da un quadro congiunturale che si mantiene positivo, anche se si notano segnali di rallentamento della crescita.

Secondo il Centro Studi Promotor la “demonizzazione del diesel” sta però determinando un rinvio di sostituzioni ormai mature di auto diesel in quanto i loro proprietari prendono tempo per valutare se acquistare ancora un diesel o se orientarsi su altri tipi di alimentazioni.

In sintesi, comunque, – secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor – il mercato europeo delle auto continua a godere buona salute anche e soprattutto perchè la crescita interessa praticamente tutta l’area UE, con pochissime eccezioni.

Come sempre, anche in maggio un ruolo decisivo nelle immatricolazioni nell’area lo hanno avuto i cinque maggiori mercati e cioè quelli di Germania, Regno Unito, Italia, Francia e Spagna. Complessivamente in questi cinque paesi sono state immatricolate in maggio 1.024.043 vetture con un calo rispetto allo stesso mese del 2017 dello 0,9%.

Questa contrazione è stata però più che compensata dalla crescita della quasi totalità dei mercati nazionali che ha portato, come si è visto, il consuntivo dell’area in positivo (+0,6%).

Il calo del complesso dei cinque grandi mercati è dovuto essenzialmente alla Germania che ha accusato una contrazione delle immatricolazioni del 5,8% e ciò per effetti di calendario.

Da segnalare comunque che l’effetto della “demonizzazione del diesel” appare particolarmente evidente proprio in Germania. Nei primi cinque mesi dell’anno il calo delle immatricolazioni di vetture diesel è stato infatti del 21%. Anche il mercato italiano in maggio ha accusato una contrazione (-2,8%) per il manifestarsi di segni di rallentamento nella ripresa dell’economia. E pure in Italia il diesel perde terreno. Nei primi cinque mesi dell’anno la contrazione è però decisamente inferiore a quella della Germania ed è infatti contenuta nel 4,2%. Interessante constatare che a fronte di questo calo vi è una forte crescita degli acquisti di vetture a metano (+55,7%), di vetture ibride (+31,8%) e di vetture a benzina (+1,3%), mentre calano le vendite di auto a GPL (-3,7%) e crescono addirittura a tre cifre le vendite di auto elettriche (+121,5%), anche se questo aumento riguarda numeri assoluti ancora decisamente modesti.

Completando il quadro dei grandi mercati dell’area, in maggio, la crescita si mantiene robusta in Spagna (+7,2%), discreta nel Regno Unito (+3,4%), che sta recuperando dopo i risultati negativi del 2017, mentre la Francia rimane al palo (+0,1%).


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