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Come avrebbe detto un famoso commentatore sportivo della Rai, “clamoroso al Cibali”, in questo caso per la frattura all’interno del PD tra favorevoli e contrari alla proposta del sindaco Chiara Appendino di introdurre un ticket per accedere con l’auto nel centro storico a partire dal 2020.

A gettare il sasso nello stagno, ci ha pensato Carlo Bongiovanni, niente meno che il segretario personale del presidente della regione Sergio Chiamparino. Secondo Bongiovanni, sostenitore e militante storico del PDS e poi del partito democratico, sarebbe assolutamente condivisibile l’idea di chiudere il centro storico rendendolo di fatto un’area inaccessibile per i poveracci.

L’idea mi piace“ scrive sul suo profilo, non proprio quello che ci si sarebbe aspettato da un esponente di sinistra, che perlomeno nell’immaginario dovrebbe tenere in considerazione soprattutto le istanze dei meno abbienti.

Almeno in teoria. Perché nella pratica infatti il post del segretario di Chiamparino non soltanto va nella direzione opposta, ma ha scatenato un putiferio all’interno del partito provocando la reazione dei cittadini e perfino dei “compagni” come Stefano Esposito che ha definito la sua presa di posizione un “regalo all’Appendino” nonché “ una troiata“.

Carlo dai, diamo una mano ad Appendino e prendiamoci la colpa anche di questo. Io davvero non capisco” scrive Esposito.

Per nulla più sfumata la presa di posizione dell’ex assessore ai trasporti Claudio Lubatti (Pd) che definisce il provvedimento “una tassa in più”.

Sul profilo di Bongiovanni sono seguite considerazioni non proprio favorevoli al ticket di ingresso che invece è condiviso dal segretario dell’ex sindaco e ora governatore della regione che, per uscire dall’impaccio dopo la presa di distanze perfino del capogruppo in comune Stefano Lo Russo, si è riservato di “argomentare meglio la presa di posizione“ senza tuttavia suscitare fascinazione su quella che a molti è apparsa come una sparata inopportuna.

Appena avrò un pò di tempo proverò a rispondere ad alcune osservazioni ma…la mobilità cittadina non ha colore politico”.

Il tentativo di stemperare il clima è apparso vano.

Diciamo che questa amministrazione cittadina ha la predisposizione per distruggere ogni minimo anelito di vita. Politica, amministrativa, commerciale, cittadina. Se ci avesse amministrato il conte Vlad sarebbe stato più lungimirante” ha scritto una signora per nulla intimorita dal fatto di esporsi in sul profilo del segretario del presidente della regione Piemonte.

Perché uno vale uno ma se non hai soldi non vali un c@… per non parlare di tutta la demagogia sullo smog, sui diesel e non affrontare i riscaldamenti nei palazzi pubblici a 28 gradi. Anche questo non ha colore politico. Per tacere dei mezzi pubblici” scrive Roberto.

Carlo, mi spiace molto leggere il tuo commento. Un provvedimento inutile, vessatorio, classista (se hai i soldi fai cosa vuoi) e anche dannoso per la salute dei cittadini che vivono al bordo della ZTL” dice il capogruppo Pd in Comune Lo Russo.

Photo credits by Augusto Grandi



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