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Mentre i piagnucolanti predatori italiani protestano contro le misure del governo che penalizzerebbero i costruttori nazionali di auto (forse si riferiscono al gruppo anglo-olandese-statunitense Fca), l’Anfia pubblica i dati relativi alle consegne di nuove vetture nei principali mercati mondiali. E non sono dati incoraggianti.

Il mercato dell’Unione europea più Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) ha perso il 4,6% delle consegne nel mese di gennaio. Ma se si superano i confini dell’Unione le notizie sono pessime in Turchia, alle prese con una caduta senza freni che ha registrato il mese scorso una flessione del 59% (dopo il -33% del 2018), con meno di 11mila immatricolazioni.

Ha invece tenuto il mercato russo, cresciuto a gennaio dello 0,9% nonostante l’aumento dell’Iva che aveva fatto ipotizzare una brusca frenata. Quella che ha caratterizzato Stati Uniti e Canada. Insieme al Messico, come Nafta, il calo delle vendite di veicoli leggeri è in flessione dell’1,8%. In particolare negli Usa il calo è del 2,1% nel complesso ma del 4,8% considerando solo il comparto auto, senza i furgoni. Aumenta del 25% la vendita di vetture ad alimentazione alternativa che rappresentano, però, solo il 4% del totale.

Quanto al Canada, il calo è dell’11% per le auto e del 6,5% per i veicoli leggeri nel loro complesso, con Fca che cede il 19,5%. Un trend negativo, quello di Fca, che si conferma anche in Messico dove le immatricolazioni di vetture crescono dell’1%, quelle dei veicoli leggeri del 6,5% e Fca perde il 15,3%. Tra l’altro in Messico il 44% dei veicoli stranieri è giapponese, il 15% tedesco e l’11% coreano.

In America Latina continua a rafforzarsi il mercato brasiliano (+9,7%) mentre le politiche del Fmi e di Macri affossano l’Argentina che a gennaio vede il mercato dimezzarsi (-56%), con meno di 24mila immatricolazioni (meno della piccola Austria, per fare un confronto). Infine in Giappone il mercato è cresciuto dello 0,9%.

Le prospettive per i prossimi mesi non sono incoraggianti. Gm chiude 7 stabilimenti tra Usa e Canada mentre Ford licenzia migliaia di lavoratori in Europa. Quanto a Fca, che si lamenta per le politiche ambientali italiane, non va certo bene nel resto d’Europa. Nel gennaio del 2018 era al quarto posto per consegne nel Vecchio Continente, il mese scorso la posizione era diventata l’ottava, con un sorpasso da parte di Hyundai, Ford, Bmw e Daimler.

Chissà se è sempre colpa del governo giallo verde.


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