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Sarà felice Greta e si entusiasmeranno i suoi seguaci: in tutto il mondo calano gli acquisti di nuove auto. Il che significa che continuano a circolare vetture vecchie e più inquinanti, ma per i catastrofisti del venerdì questo è un problema irrilevante. In realtà pare che sia irrilevante anche per i costruttori di auto e per chi dovrebbe creare una rete di rifornimento per le vetture elettriche.

Invece l’Anfia ricorda che i punti pubblici di ricarica sono solo 150mila in tutta Europa e ne serviranno almeno 2,8 milioni entro il 2030. E sottolinea pure che i prezzi elevati delle auto elettriche non rappresentano un incentivo all’acquisto. L’auto privata sta diventando sempre più un lusso per un numero ristretto di persone.

Per questo, in Russia, sono stati previsti dei sussidi per chi compra vetture di basso costo. E la Russia ha registrato a marzo un incremento dell’1,8% delle immatricolazioni. Quasi un miracolo in un panorama mondiale caratterizzato quasi solo da contrazioni. E non è detto che Mosca possa continuare a crescere.

Di certo non è cresciuta l’Europa che, tra Ue ed Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) ha perso a marzo il 3,6%. È andata peggio alla Turchia, con un calo del 35,5% che spiega perfettamente la crisi economica e le difficoltà conseguenti per Erdogan.

Oltre Oceano i Paesi Nafta perdonò complessivamente il 2,2% ma il dato riguarda tutto il settore dei veicoli leggeri, compresi i furgoni. Se si scorpora il comparto auto si nota che negli Usa le vetture cedono il 7,8% mentre l’insieme dei veicoli leggeri perde il 2,2%. Analoga la situazione in Canada con una flessione dell’1,9% per i veicoli leggeri e dell’8% per le auto. In Messico il calo è, rispettivamente, del 2,8 e del 10,6%.

Al Sud, dopo due anni di crescita ininterrotta, frena anche il Brasile, con una flessione dell’1,5% nella consegna di nuove vetture. Non cambia invece il trend disastroso dell’Argentina rovinata da Macri: a marzo le immatricolazioni sono diminuite del 60,5%.

Non che i giganti asiatici stiano benissimo. In Giappone il mercato dell’auto è calato il mese scorso del 5,3% e in Cina del 7%. La Cina resta comunque in primo mercato mondiale con oltre 2 milioni di immatricolazioni nel mese di marzo.


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