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A volte essere arretrati consente di stabilire record di crescita

L’Italia, ad esempio, non brilla per la giovinezza del parco circolante e questo vale sia per le auto sia per i mezzi pesanti. Questo contribuisce a spiegare perché sia necessario provvedere al rinnovo di mezzi che ormai non riescono più a circolare. Inoltre va aggiunta la disastrosa situazione del trasporto merci su rotaia.

Così lo scorso anno In Italia le immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti (e cioè con PTT – peso totale a terra – di 16 tonnellate ed oltre) sono state 18.105

con una crescita dell’8,4% rispetto al 2016. Si tratta di un dato che, come rileva il Centro Ricerche Continental Autocarro, pone l’Italia al vertice della graduatoria dei maggiori paesi europei (e cioè dei paesi che per dimensioni e struttura economica sono paragonabili all’Italia) in base alla percentuale di crescita delle immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti nel 2017. Infatti in Francia le immatricolazioni sono cresciute del 6,9%, in Germania dell’1,4%, mentre in Spagna sono calate dello 0,6% e nel Regno Unito sono diminuite del 7,9%. La percentuale media di crescita registrata nei paesi dell’Unione Europea è stata dello 0,5% e quindi, fa notare il Centro Ricerche Continental Autocarro, molto minore rispetto a quella italiana.

Sono positivi anche i dati sulle immatricolazioni di autobus

altro settore caratterizzato dalla vetustà del parco circolante.
Secondo i dati Acea diffusi dal Centro Ricerche Continental Autocarro, nel 2017 le immatricolazioni di autobus nel nostro Paese sono aumentate del 20,3% rispetto al 2016. Nella graduatoria dei maggiori paesi europei in base alla percentuale di crescita delle immatricolazioni di autobus nel 2017 l’Italia si colloca al primo posto. Infatti in Germania le immatricolazioni sono cresciute dello 0,2% e in Spagna del 6,9%, mentre in Francia sono calate del 4% e nel Regno Unito del 18,8%. In media, nei paesi dell’Unione Europea, nel 2017 è stato registrato un calo delle immatricolazioni di autobus dello 0,5%. Anche in questo caso dopo quello degli autocarri pesanti, rileva il Centro Ricerche Continental Autocarro, il dato italiano è migliore rispetto a quello europeo.


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