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Male, ma non malissimo, il mercato europeo dell’auto in marzo. Secondo i dati diffusi dall’Acea nei 31 mercati nazionali della zona UE+Efta complessivamente considerati le immatricolazioni di autovetture hanno fatto registrare in marzo un calo del 3,6% su marzo 2018.

Il consuntivo del primo trimestre chiude invece con una contrazione del 3,2% dovuta a cali in 21 dei 31 mercati considerati. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “dai dati statistici diffusi oggi e dal contesto economico scaturisce un quadro del mercato europeo dell’auto penalizzato dall’effetto congiunto di fattori di freno specifici, come la demonizzazione del diesel, o comuni all’intera economia come il quadro congiunturale e, per il Regno Unito, anche la Brexit”.

Dopo avere, nel 2018, quasi sfiorato il massimo toccato nel 2007, il mercato dell’area UE+Efta sta infatti risentendo del rallentamento economico. Da più parti negli ultimi giorni è stato però segnalato che nel primo trimestre 2019 il quadro economico potrebbe essere migliore del previsto. E’ il caso, ad esempio, della Germania dove la BundesBank in attesa di dati ufficiali non ancora disponibili ipotizza che nel primo trimestre 2019 vi sia stata una leggera crescita del Pil. Si può quindi ritenere che la causa più importante della situazione che sta caratterizzando il mercato europeo dell’auto non sia la frenata dell’economia, ma la demonizzazione del diesel che sta creando un forte disorientamento fra gli automobilisti che devono sostituire un loro modello diesel e non trovano sul mercato una soluzione altrettanto conveniente.

Come sempre l’andamento delle immatricolazioni in Europa è influenzato dai risultati dei cinque maggiori mercati in cui complessivamente nel primo trimestre 2019 le vendite hanno costituito il 72,1% dell’area UE+Efta. L’andamento peggiore nella pattuglia dei cinque grandi mercati dell’area lo ha fatto registrare il mercato italiano, che è in calo in marzo del 9,6% e nel primo trimestre del 6,5%. E ciò nonostante che la Banca d’Italia abbia appena ipotizzato che il Pil trimestrale, dopo due cali consecutivi nella seconda metà del 2018, potrebbe aver fatto registrare una crescita nel primo trimestre 2019.

Sul mercato italiano pesa tuttavia, come, e più che negli altri mercati europei, la penalizzazione del diesel. Nel primo trimestre le immatricolazioni di vetture con questo tipo di alimentazione sono infatti calate del 26,1% a vantaggio soprattutto delle auto a benzina (+21,6%) e delle auto ibride ed elettriche la cui quota rimane tuttavia modesta. Un po’ meglio dell’Italia ha fatto la Spagna che accusa un calo del 4,3% in marzo e del 6,9% nel primo trimestre. Negativo, ma non troppo, il risultato della Francia, che chiude marzo con un calo delle immatricolazioni del 2,3%, mentre il primo trimestre contiene i danni in un risicatissimo -0,6%. Anche in Francia il diesel è in seria difficoltà con un calo nel trimestre del 15,5% che va a vantaggio delle auto a benzina, ma anche dell’ibrido e dell’elettrico la cui quota sale all’1,9%. Nel Regno Unito, che rispetto al resto d’Europa ha un ulteriore elemento di preoccupazione costituito dalla Brexit, le immatricolazioni sono calate in marzo del 3,4% e nel primo trimestre del 2,4%. Meglio di tutti, in questo contesto complessivamente non positivo, ha fatto la Germania che chiude il primo trimestre sui livelli dello scorso anno (+0,2%) e in marzo accusa una piccolissima perdita (-0,5%), dati che suonano come una conferma dell’ipotesi non negativa di BundesBank sul quadro congiunturale del primo trimestre 2019.

Per quanto riguarda i costruttori, Volkswagen perde solo lo 0,6% mentre, ancora una volta, Fca registra un crollo: -11,7% e la settima posizione sul mercato europeo, alle spalle di Volkswagen, Psa, Renault, Bmw, Hyundai e Ford.


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