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Nicola, stai sereno

Quando il povero segretario del Pd, Zingaretti, si è ritrovato a fare i conti con le ironie dei renziani, ha capito che poteva continuare a raccontare tutte le solite menzogne sulla grande ripresa del Pd nel Paese, ma tutti avevano ormai capito che la realtà era un’altra. E per nulla entusiasmante.

Che fare, allora? Ricompattare il partito. Perché gli italiani, quelli ignoranti e sfaccendati, continuano a votare per Salvini e (meno) Di Maio. Ma anche per la Sorella della Garbatella. E può anche essere vero che le promesse di Lega e Movimento 5 Stelle sono esagerate e di difficile realizzazione, ma almeno sono proposte che piacciono mentre i programmi del Pd sono inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani.

Quella parte di Italia che ha già fatto troppi sacrifici per accontentare gli amici di Bruxelles di Zingaretti, Renzi, Berlusconi e Tajani. Quella parte di Italia schifata dalle vicende bancarie del bugiardissimo e del suo giglio tragico, quella parte d’Italia che non vuole più contratti precari a vita per sè e per i propri figli, che non vuole essere sfruttata da predatori impreparati che non sanno guidare un’azienda ma sanno licenziare. Quella parte di Italia stufa di questa magistratura che si rifiuta di applicare le leggi e che continua a privilegiare gli ospiti non invitati rispetto agli italiani.

A questa Italia cosa propone il Pd di Zingaretti? Porti aperti per favorire l’arrivo di nuovi schiavi che permettano di ridurre ulteriormente salari e diritti degli italiani; pensioni sempre più lontane per accontentare gli euro cialtroni; case, posti in asilo ed in ospedale riservati agli ospiti non invitati e non paganti. E perché mai questa Italia dovrebbe scegliere Zingaretti e soci? Per garantire stipendi milionari a Fazio? Per coprire i pasticci di Baglioni a Sanremo? Per far credere che Saviano sia uno scrittore?

Davvero troppo poco. Così non resta che occuparsi dell’organizzazione interna, fregandosene del voto degli italiani. E poi, magari, aprire il Pd a quella parte di Forza Botulino che non sopporta Salvini e non ama Meloni. Porti aperti per Carfagna e Miccichè, tanto per cominciare. Magari anche per Gelmini, così il congiuntivo ignoto di Zingaretti potrà far coppia con l’inesistente tunnel Ginevra-Gran Sasso dell’attuale esponente berlusconiana.


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