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A Forza botulino devono aver sbagliato qualcosa. Sarà l’età avanzata del sultano di Arcore, sarà la distrazione delle badanti ma per rianimare il partito ormai allo sbando sarebbe servito Alberto Zangrillo, medico rianimatore di Berlusconi.

Invece è stato scelto il fratello Paolo Zangrillo per rianimare Forza botulino in Piemonte. E forse hanno mandato un becchino.

Le elezioni regionali si avvicinano e lo Zangrillo sbagliato non è ancora riuscito ad accordarsi con i teorici alleati di Lega e Fratelli d’Italia per la scelta del candidato alla presidenza del Piemonte.

Un nome che in teoria, sempre più in teoria, dovrebbe essere scelto proprio da Forza botulino. Tajani, di fronte ad una piazza deserta, aveva indicato Alberto Cirio come candidato. Poi non se n’è saputo più nulla.

Tanto che Chiamparino, presidente regionale piemontese, ha dichiarato che non caccerebbe Forza botulino dalla sua coalizione di centro sinistra se gli uomini di Tajani si allineassero dietro le proposte di Pd e liste civiche varie, senza escludere la sinistra ex LeU.

Magari, a quel punto, non avrebbe fatto male una dichiarazione ufficiale dello Zangrillo sbagliato. Tanto per chiarire in quale campo preferisce giocare.

Macché, l’unica presa di posizione forte è stata la rivalità con Mino Giachino, colpevole di aver organizzato la manifestazione Si Tav con le madamine ma soprattutto colpevole di aver portato in piazza decine di migliaia di persone mentre l’analoga iniziativa di Zangrillo e Tajani ha radunato meno di 500 persone.

In teoria, ma sempre e solo in teoria, la Lega avrebbe vantaggi da questa posizione inconcludente dei potenziali alleati. Perché potrebbe fare il pieno dei voti di centro destra in Piemonte approfittando dei problemi di Zangrillo.

In pratica, però, non è così. Perché i leghisti sono totalmente assenti sul territorio, nessuna iniziativa, nessuna manifestazione, nessun confronto. Chi non fa non falla, ma non è detto che ottenga voti.

Non è che ad iniziative stiano meglio i Fratelli d’Italia. Forse in attesa di qualche illuminazioni da parte della Sorella della Garbatella, restano assenti dalla scena.

Ovvio che Chiamparino ne stia approfittando, mettendo in campo una serie di liste civiche di ogni tipo.

Ma a forza di attendere, e di perdere tempo, la Lega rischia di ritrovarsi a correre da sola, forse con Fdi o con qualche civica che, naturalmente, non sta facendo ancora nulla. Mentre le madamine tornano in piazza per Chiamparino, Zangrillo accompagna gli ultimi respiri di Forza botulino, la Lega pensa solo a Roma e Fdi non esce dalla Garbatella.


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