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Avete visto la foto di Haftar che stringe la mano di Al Sarraj di fronte al presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte? Una bufala, fake news, tutto falso.

I giornalisti di servizio, del centro sinistra o di Forza botulino, avevano già spiegato Urbi et Orbi che Haftar avrebbe boicottato l’incontro di Palermo perché non si fidava dell’Italia.

Avete visto una foto dove la stretta di mano avviene alla presenza del primo ministro russo Medvedev? Un falso, ovviamente.

I grandi giornalisti, quelli offesi per ogni critica, hanno ben chiarito che l’Italia è isolata e che a Palermo non sarebbe andato nessuno. Dunque sono ologrammi i rappresentanti di 30 Paesi e di 8 organismi internazionali tra cui Onu ed Unione Europea.

Ma al di là della faziosità di chi spera che le menzogne si trasformino nella realtà desiderata (e la speranza di Pd e Forza botulino è la medesima), il vertice di Palermo si è rivelato un successo sotto l’aspetto della partecipazione.

Il Tg5 si è affrettato a precisare che non era la prima volta che Al Sarraj e Haftar si stringevano la mano, ma forse era la prima volta che il leader della Cirenaica garantiva al rivale la sopravvivenza politica sino alle elezioni, probabilmente all’inizio del prossimo anno.

Ovviamente la pace o la guerra in Libia dipendono dalla volontà dei protagonisti libici, ma per quanto riguarda l’Italia la presenza di Medvedev, del presidente egiziano, dei massimi vertici di Paesi africani, asiatici ed europei ha rappresentato un notevole salto di qualità rispetto al nulla cosmico di Al Fano e di Gentiloni.

Siamo ancora molto lontani da Pratica di Mare, ma è comunque un ritorno di rilievo sulla scena internazionale.

Haftar non aveva nessuna voglia di venire in Sicilia, ma le pressioni della Russia (gli ordini, in realtà) lo hanno convinto. E questo significa che Conte e Salvini hanno creato un rapporto privilegiato con Putin.

Sono relazioni fondamentali non solo in questo frangente ma anche per il futuro. Come sono importanti per il futuro i rapporti che si sono consolidati con i Paesi africani e con quelli del Golfo.

Non filerà tutto liscio, poiché gli interessi non sempre collimano. Ma essere protagonisti, comunque vada, è preferibile al ruolo di servi globali a cui ci avevano abituati Gentiloni e Al Fano, il bugiardissimo e il Grigiocrate Monti.

Senza dimenticare che il disastro libico è iniziato con l’aggressione francese ed inglese, ma anche con il tradimento di Berlusconi e La Russa nei confronti di Gheddafi. Un tradimento che ci è costato caro ed a cui ora si comincia a rimediare.


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