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La Valle d’Aosta, la più piccola regione italiana, compare raramente nelle cronache nazionali

Per totale mancanza di capacità di comunicazione, quando si tratterebbe di valorizzare gli aspetti positivi che non mancano.

A volte, però, si parla della Vallée per scandali e inchieste

Ora i riflettori si sono accesi sul maxi sequestro dei beni di consiglieri ed ex consiglieri accusati di aver sprecato fondi pubblici per sostenere un Casino sempre più in crisi.

Innanzitutto va chiarito che un’indagine non è una condanna

E se anche ci fossero condanne, queste non significherebbero per forza la colpevolezza di chi è finito nelle grinfie di una giustizia per nulla infallibile.

Però, al di là degli aspetti giudiziari, la vicenda del Casino è emblematica della incapacità della politica valdostana di guardare al futuro, di pensare in grande. Forse basterebbe la capacità di pensare tout court. Perché la crisi della casa da gioco di St.Vincent e dei Casino in genere è evidente da tempo. Ma invece di pensare ad un cambiamento radicale per rilanciare la cittadina, si è preferito insistere con un malato terminale propinando cure costosissime ed ovviamente inutili.

Nessuna idea, nessuna voglia o capacità di trasformarsi, di cambiare

St.Vincent ha rappresentato per anni l’alternativa estiva di Sanremo come capitale della musica italiana. Festival della canzone a Sanremo, Disco per l’Estate nella cittadina valdostana. Sanremo ha resistito e in tv ottiene record di ascolti. St.Vincent è sparita anche dai ricordi.

Non si è stati capaci di valorizzare le terme della cittadina, non si è stati capaci di trasformare il palazzo delle feste o il Grand Hotel Billia in un polo congressuale in grado di ospitare grandi eventi.
D’altronde per avere grandi eventi servirebbero idee, progetti, servirebbe la capacità di darsi una identità, un ruolo. Molto più facile, indubbiamente, dedicarsi a colate di cemento che distruggono le ultime vallate ancora incontaminate.

Cemento al posto delle idee

Un assalto alla diligenza per accaparrarsi gli ultimi soldi disponibili, anche quelli che deriveranno dalla privatizzazione della Cva, ultima cassaforte valdostana, ultima gallina dalle uova d’oro.

La Valle compare nelle cronache anche per i timori di infiltrazioni della ‘ndrangheta ed è ovvio che la mafia di origine calabrese sia agevolata dalle colate di cemento e non dalla valorizzazione di progetti culturali. La guardia di finanza ha messo sotto sequestro i beni dei consiglieri ed ex consiglieri ma non poteva certo sequestrare le idee anche se queste non erano state trasferite all’estero.

Photo credits by Augusto Grandi


Le opinioni dei lettori
  1. Valter Ameglio   On   9 marzo 2018 at 14:15

    L ex Presidente Cossiga l’avrebbe catalogata tra le sacche di socialismo reale del Paese. Dove c’era , ma c’è ancora, il peggio dell’assistenzialismo senza socialismo e dove difendono un bilinguismo anacronistico manco fossero altoatesini.
    Mamma Regione sta finendo le mammelle…

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