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No pasaran! Questa volta la pasionaria non è Dolores Ibarruri (anche se la frase originaria è in francese per la battaglia di Verdun, probabilmente di Pétain) bensì Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza botulino al Senato.

È stata lei a minacciare il ministro Toninelli assicurando che gli avrebbe impedito, in futuro, di alzare il pugno chiuso.

All’armi siam forzisti. Ma la miliziana Bernini è in buona compagnia, la solita ormai, quella del Pd.

Perché gli ex comunisti si sono indignati anche loro per il pugno chiuso ministeriale, non si sa perché hanno cancellato le radici o perché ritengono di avere il copyright del gesto.

Che, poi, in realtà non aveva nulla di politico ma era soprattutto un gesto di esultanza in stile simil sportivo. Lo si nota benissimo, basta osservare la posizione del pugno rispetto all’asse del braccio.

Ma in questo assurdo parlamento italiano il buon senso è ormai assente, espulso dall’aula. Così il bugiardissimo può alzarsi ed accusare il governo di aver previsto un ignobile condono per le case abusive di Ischia.

Un provvedimento assolutamente evitabile, certo. Ma che a protestare sia Renzi è davvero assurdo. Un marziano potrebbe insorgere, ma non l’ex presidente del consiglio che, quando era al governo, non si era accorto di un abusivismo che ad Ischia era noto a tutti e non era nemmeno recente.

Dunque la logica del bugiardissimo è che le costruzioni abusive vadano ignorate, meglio far finta di nulla e lasciare tutto com’è. Senza sanatorie e senza demolizioni. Indubbiamente un atteggiamento da grande statista.

Così si prosegue tra una poco credibile pasionaria ed un ministro che crede di essere allo stadio, tra un vice premier che attacca la gestione dei rifiuti da parte delle mafie ed un altro vice premier che sostiene che le mafie gestiscono la costruzione degli inceneritori per eliminare i rifiuti. Manca un terzo vice premier che elimini la mafia come un rifiuto non riciclabile, ma sarebbe sperare troppo.

Mentre Minniti si lancia in considerazioni sulla penna Bic spacciando per francese il creatore Marcel Bich nato a Torino e di origine valdostana. Ma i media di servizio evitano ogni critica, forse in questo caso più ignoranti che compiacenti.

E come dimenticare la scomposta reazione di Malagò di fronte all’intervento del governo per sottrargli il costosissimo giocattolino del Coni che spende molto e ottiene poco? Forse è solo un intervento ad personam, contro un personaggio particolarmente inviso. O magari è il primo segnale lanciato dal governo contro i boiardi di Stato che, ad ogni livello, stanno ostacolando il cambiamento.

In realtà l’Apparato ha sempre ostacolato qualsiasi governo, in nome del proprio potere non riconosciuto ma immancabilmente imposto. E senza un cambiamento radicale dell’Apparato non esiste alcuna chance di ripresa per l’Italia, al di là delle manovre, dello spread, del deficit.


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