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Quando gli euroscettici si indignano contro gli euro burocrati diventa difficile una difesa d’ufficio per chi è strapagato a Bruxelles e Strasburgo. Donald Trump aveva promesso l’introduzione di dazi contro alluminio e acciaio in arrivo anche dall’Europa. E così ha fatto.

Sono trascorsi mesi, non giorni, dall’annuncio all’effettiva introduzione delle misure protezionistiche. E quando sono scattate gli euro burocrati hanno dichiarato che studieranno adeguate contromisure.

Ma in tutto questo tempo, cosa hanno fatto gli strapagati burocrati europei?
Quando un Paese, come gli Stati Uniti, espelle dei diplomatici di un altro Paese, ad esempio la Russia, la decisione è improvvisa ma la reazione è comunque immediata. In questo caso, invece, la risposta europea ha avuto mesi di tempo per essere preparata ed annunciata in contemporanea con i dazi Usa.

Macché, in Europa tra alcool e idiozia congenita si preferiva dedicarsi agli insulti contro gli italiani. E ora, con calma, si prende atto dell’attacco di Trump e, con più calma ancora, si procederà a rispondere. Certo, sarà difficile convincere Juncker a colpire il Bourbon Usa, ma penalizzare solo le poche Harley Davidson vendute in Europa non pare una risposta in grado di controbilanciare l’attacco di Trump.

Negli Stati Uniti lo sanno benissimo e, in contemporanea, hanno lanciato un attacco contro Deutsche Bank. Uno dei pilastri della Germania e teoricamente pure dell’Europa. Un attacco per distruggere l’alternativa europea, nella consapevolezza che gli ottusi ed arroganti vertici berlinesi stanno facendo di tutto per distruggere il sogno europeo.

Prima l’ignobile aggressione economica tedesca contro la Grecia, approfittando di un personaggio vile e incapace come Tsipras, poi gli attacchi contro i Paesi di Visegrad che cercano di salvaguardare dignità e cultura, infine i messaggi mafiosi contro l’Italia, affidati agli organi di informazione di regime e a politici noti per la scarsa intelligenza o per problemi di dipendenza.

Difficile, a questo punto, trovare solidarietà nel momento dell’attacco di Washington contro la fortezza Europa e contro la locomotiva tedesca. Perché magari sarà anche vero che Bannon non è all’altezza del famigerato Ledeen (Bannon è meno cinico e conosce di più la cultura profonda europea ma forse questo lo rende troppo umano), ma è sicuramente vero che Merkel, Oettinger, Juncker e colleghi sono infinitamente meno capaci di un qualsiasi analista o sociologo che lavori per un qualunque Paese che voglia avere un ruolo internazionale.

Forse una consulenza del nostro ottimo psichiatra Adriano Segatori potrebbe essere utile a questa banda di mediocri politici del Paese più ricco d’Europa e, proprio per questo, sotto attacco. Perdere in uno scontro militare con gli Usa è possibile per l’Europa, ma essere sconfitti sotto l’aspetto culturale sarebbe davvero una vergogna storica.


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