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A volte ritornano. Elsa Fornero, la non rimpianta impoveritrice degli italiani, ci riprova. Il governo – spiega – deve ignorare la volontà popolare e deve imporre l’austerità. Perché l’austerità fa bene e riduce le diseguaglianze.

E chissenefrega se i dati reali dimostrano il contrario, con un record di poveri senza precedenti. L’importante è portare via i soldi al popolo italiano per regalarli agli speculatori internazionali.

Gli oligarchi non si sono rassegnati a restare in disparte, annientati dal voto popolare, da quella cosa fastidiosa che è la democrazia quando gli sfruttati osano ribellarsi agli sfruttatori. E preparano la riscossa, mettendo in campo tutte le numerose armi a loro disposizione. A partire dalla censura. Facebook che cancella pagine e profili scomodi sulla base di una palese discriminazione politica è solo uno dei tanti esempi. Gli attacchi quotidiani degli organi di disinformazione di massa contro qualunque forma di dissenso sono un altro esempio. L’organizzazione di eventi con ospiti in linea con il pensiero unico obbligatorio è un’altra arma a disposizione.

Non c’è nessun limite all’arroganza ed alla prevaricazione. Fabio Fazio, con contratto plurimilionario nella Rai mantenuta dagli italiani, si vede tagliare 3 puntate e il politicamente corretto insorge contro la censura dopo aver inneggiato alla censura contro gli editori scomodi al Salone del libro. I premi letterari, cinematografici, artistici, musicali, sono territorio di caccia esclusivo per giurati allineati e coperti. Eppure il voto popolare ha bocciato tutti questi comportamenti indecenti, tutta questa faziosità rivoltante.

Il problema è che non basta avere il consenso per saper governare. E non basta governare per garantire un cambiamento reale. Servirebbe, almeno, un’idea della meta finale. Per costruire, poi, il percorso per raggiungerla. La rabbia è l’elemento di partenza, ma è sterile se non si costruisce nulla attorno. E si rischia di ritrovarsi con una nuova puntata di Fornero e affamatori vari.


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