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Un pericoloso demagogo, populista, razzista si aggira indisturbato per Torino. Non è un seguace di Matteo Salvini. È il questore, Francesco Messina, reo di avere espresso considerazioni di semplice buon senso.

E il buon senso, ancor più della verità, è rivoluzionario. Ma ancora più colpevole perché è un esperto e, dunque, non può essere accusato di impreparazione, di superficialità, di pressappochismo o di tutte quelle peculiarità addossate a chi prende le distanze dal pensiero unico obbligatorio.

In una intervista rilasciata al quotidiano locale, il questore interviene sullo spaccio di droga a Torino, un fenomeno che sta dilagando anche perché i responsabili vengono immediatamente rimessi in libertà ogni volta che le forze dell’ordine osano arrestarli.

E cosa spiega Messina?

Oggi le ondate migratorie si stanno riducendo in maniera importante e questo è un fatto che rappresenta un notevole svantaggio per le organizzazioni criminali, che sfruttano la disperazione di tanti ragazzi e uomini che si riversano in città senza alcuna prospettiva. Se diminuisce la forza lavoro, rallenterà anche il mercato”.

Se ci fosse un giudice non a Berlino ma in altre parti d’Italia, forse dovrebbe partire qualche avviso di garanzia nei confronti di chi è complice di aver rifornito le organizzazioni criminali di questa “forza lavoro”, ma si sa che la magistratura italiana preferisce occuparsi di altro e di altri.

Il questore, però, va oltre. Molto oltre. E osa persino criticare ciò che non si può criticare, cioè l’organizzazione dei giochi olimpici di Torino del 2006 quando il centro cittadino, per ragioni di immagine, venne ripulito da tossici e spacciatori, tutti relegati nelle periferie.

Peccato che – aggiunge Messina – proprio nelle periferie la situazione sia scappata di mano mentre, nel frattempo, la criminalità rioccupava anche il centro.

Potrebbe bastare come atto di accusa nei confronti dell’intoccabile “Sistema Torino”? Probabilmente sì, ma il questore va oltre. E sgretola i capisaldi di questo Sistema marcio, corrotto, nascosto sotto litri di profumo che toglie il puzzo ma non lo sporco.

Messina si limita ad affrontare il problema droga, ma è più che sufficiente. E si chiede perché si faccia così poco anche sul fronte del consumo di droga, sui clienti. Non solo sui tossici espliciti, quelli che ciondolano per le strade e che sono seguiti dalle Asl. Seguiti come? Una domanda retorica, quella del questore.
Ma ci sono anche tutti gli altri consumatori.

I radical chic che pontificano sull’accoglienza perché sono i primi clienti degli spacciatori. Quel Sistema Torino obbligato ad essere tollerante perché ha bisogno dei servizi della criminalità per i propri vizi.

Cervelli non in fuga ma in fumo. I responsabili della crisi della città ma che si indignano contro gli anziani in difficoltà ad utilizzare il bancomat alle Poste.

A Torino servirebbe un sindaco come Francesco Messina. Peccato sia il questore, senza alcuna velleità politica, e peccato soprattutto che sia l’unico a dimostrare coraggio.

 

Photo credits by Augusto Grandi


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