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Un ragazzo, in Florida, spara ai compagni di scuola e fa una strage

È uno studente problematico, spiegano.
In Italia, a Piacenza, un ragazzino aggredisce la sua insegnante. Ovviamente si tratta di uno studente problematico anche in questo caso.

Allora o si crede agli effetti disastrosi dei vaccini sulla mente dei ragazzi oppure ci si rende conto che qualcosa non funziona nei sistemi educativi. Prima in famiglia e poi nella scuola.

Non è solo un problema italiano o statunitense. Una delle società che si occupano di bikesharing ha deciso di rinunciare al servizio in Europa a causa dei vandali. La maggior parte delle biciclette è stata danneggiata. Ma c’è solo l’imbarazzo della scelta quanto a vandalismi.
D’altronde non manca mai chi si affanna a giustificare tutto e tutti in nome della creatività e della libertà di espressione. “Muri puliti, popoli muti”, sostenevano i difensori del diritto a utilizzare i palazzi storici come lavagna per grandi concetti privi di voce. Così siamo passati da “una risata vi seppellirà” e da “siate realisti, chiedete l’impossibile” (con uso perfetto del congiuntivo) agli slogan per le squadre di calcio per precipitare poi in dichiarazioni d’amore in italiano sgangherato e insulti all’amore traditore. Non è proprio la stessa cosa, persino per chi è costretto a spender soldi per ripulire i muri di casa propria.
Così come un mural non ha nulla da spartire con l’onanismo poco cerebrale di chi imbratta i palazzi con la propria sigla.

La tolleranza dovrebbe fermarsi di fronte alla stupidità, all’ignoranza ostentata, alla pigrizia mentale.

Perché il passo successivo è la violenza giustificata come espressione di disagio. Quando è semplicemente frutto di maleducazione per colpa di genitori indifferenti o, peggio, per genitori che rappresentano un esempio negativo nella vita quotidiana. E che scaricano sugli insegnanti frustrazioni e rabbia. Mentre la scuola è impotente, tra docenti impreparati e rassegnati, tra imposizioni politicamente corrette che frustrano ogni tentativo di invertire la rotta. Meglio risolvere tutto creando un esercito di studenti problematici, anche perché così si creano posti di lavoro per insegnanti di sostegno.


Le opinioni dei lettori
  1. Osvaldo   On   15 febbraio 2018 at 17:16

    Faccio l’insegnante e continuo a credere nei buoni vecchi sistemi. Ma le nostre armi sono spuntate a causa di una serie di disposizioni sempre più restrittive.

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