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Se era chiaro a tutti gli italiani che il bugiardissimo portava sfortuna, occorre capire l’effetto delle dichiarazioni di Antonio Tajani, il numero 2 di Forza botulino.

Il tapino aveva appena finito di dichiarare che con il governo giallo verde l’Italia perdeva mille posti di lavoro al giorno e, subito, sono arrivati i dati dell’Istat a smentire l’ex leader dei giovani monarchici e pure la povera Bernini impegnata a ripetere la lezioncina di Tajani.

L’istituto di statistica ha infatti certificato che, per la prima volta dal 2012 il tasso di disoccupazione scende al di sotto della soglia del 10% e cala in agosto al 9,7%, miglior dato dal gennaio di sei anni fa. Il calo è di 0,4 punti percentuali su luglio e 1,6 punti su agosto 2017. Chissà come ha fatto Tajani a non accorgersene.

Dunque ad agosto i disoccupati sono diminuiti di 119.000 unità rispetto al mese di luglio mentre le persone che cercano lavoro sono 2.522.000, in calo di 438.000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Va ancora meglio se si considerano i dati dell’occupazione con un tasso che sale al 59% il livello più alto dal 1997. Crescono soprattutto anche se i numeri della crescita sono legati, soprattutto, all’incremento dei contratti a termine (+12,6%) mentre sono in diminuzione i lavoratori indipendenti (-26 mila a 5,32 milioni, -0,5%).

L’occupazione complessiva ad agosto è cresciuta (+69.000 unità sul mese, +312.000 sull’anno) grazie al lavoro dipendente.

Non va tutto bene, ovviamente.

L’incremento dell’occupazione è dovuto soprattutto all’aumento dei contratti a tempo determinato, dunque si prosegue con il precariato. E poi sono soprattutto gli ultra cinquantenni a trovare lavoro mentre non migliora la situazione dei giovani.

E questo dimostra l’urgenza della cancellazione della legge Fornero poiché, favorendo l’uscita dei più anziani dal mondo del lavoro, si creano le condizioni per l’inserimento dei giovani. Che non peserebbero più sui conti del reddito di cittadinanza.

Ma gli esponenti di Forza botulino insistono anche sulla riduzione della produzione industriale, scesa da 50,1 a 50 punti. Dimenticando che si tratta di una flessione che sta interessando tutta Europa, a partire dalla Germania.

Ma a fronte di queste accuse continue, e spesso prive di alcun riferimento con la realtà, non si comprende il motivo per cui la Lega e Fdi dovrebbero andare a governare le Regioni insieme al partitino di Tajani e Bernini ormai sempre più allineato al Pd.


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