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Gli studenti tornano a protestare in piazza, con manifestazioni non proprio oceaniche, e le anime belle del governo giallo verde si stupiscono, soffrono, si indignano.

Ma come? Per anni il malgoverno a guida Pd ha rovinato la scuola, ha ignorato la sicurezza, ha utilizzato gli studenti come manovalanza gratuita per le aziende, ha diplomato eserciti di ignoranti senza prospettive di lavoro e questi qui muti? E ora che il governo del cambiamento ha appena iniziato a lavorare, gli studenti scendono in piazza a protestare?

La stessa sorpresa che le anime belle hanno dimostrato di fronte all’annuncio della Triplice sindacale – sempre più irrilevante – di essere pronta alla mobilitazione contro il governo.

Quei sindacati che hanno subito la cancellazione dell’articolo 18, che hanno fatto poco o nulla contro la precarizzazione del lavoro, che non hanno fiatato sullo sfruttamento e sulla crescente povertà, ora si mobilitano contro un governo che elimina la legge Fornero, che aiuta i più poveri con il reddito di cittadinanza, che prolunga la cassa integrazione salvando migliaia di persone che avrebbero perso tutto?

L’aspetto più preoccupante di questo governo è proprio lo stupore di fronte a queste iniziative.

L’opposizione, in Italia, non collabora con il governo per il bene del Paese, ma si oppone a prescindere. Proprio come facevano Lega e Movimento 5 Stelle quando a governare era il Pd. La differenza è nella capacità di mobilitazione.

Così il sindacato, nuovamente ridotto a cinghia di trasmissione del partito, può scendere in piazza sapendo che la disinformazione di servizio trasformerà i piccoli numeri in folle festanti. E lo stesso vale per la protesta degli studenti o sedicenti tali.
Tutto assolutamente legittimo e sacrosanto.

Non è colpa del bugiardissimo o di Martina se i gialloverdi, così capillarmente presenti sul territorio in campagna elettorale, sono ormai troppo occupati a Roma per perder tempo con i propri elettori. Impegni istituzionali irrinunciabili, come le feste a casa di Nunzia De Girolamo e del marito Francesco Boccia (Pd).

Ovvio che non resti il tempo per spiegare una manovra che è davvero coraggiosa e può cambiare in meglio l’Italia. Così le uniche informazioni sono quelle faziose del sistema di potere che non vuole rinunciare al controllo del Paese. Gli oligarchi controllano giornali e tv mentre i governanti del cambiamento non si degnano di spiegare ciò che stanno facendo. Per poi stupirsi se qualcuno scende in piazza per protestare contro una manovra che non ha capito ma che è stata presentata come una sciagura.


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