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Ferrara non è una città razzista.

La dichiarazione, da parte di un migrante intervistato dal consueto tg di servizio, parrebbe quasi una sorta di assoluzione nei confronti dei ferraresi colpevoli di chissà quale ignobile aggressione nei confronti dei profughi in fuga da guerre, fame etc etc.

Peccato che i ferraresi proprio non siano intervenuti nello scontro tra forze dell’ordine ed immigrati irregolari.

Tutto è iniziato quando i signori in divisa hanno osato fermare uno spacciatore di droga nigeriano. Dove andremo a finire di questo passo, signora mia? Adesso non si può neppure spacciare in santa pace che subito ti arrivano addosso carabinieri e polizia scatenati da Salvini.

Il povero migrante affamato fugge e voci incontrollate si spandono, sostenendo che è stato ucciso da un’auto dei carabinieri. Peccato che sia falso, ma ci si può formalizzare per così poco. Dunque esplode la sacrosanta rivolta di spacciatori e clandestini vari, quelli che da anni occupano la stazione ferroviaria di Ferrara e le zone limitrofe. Nella totale sicurezza di non essere infastiditi.

Cassonetti rovesciati e bruciati, bottiglie rotte. Danni che, ovviamente, dovranno pagare i ferraresi non razzisti. D’altronde i territori vietati agli italiani si stanno moltiplicando, proprio come è successo in numerosi quartieri svedesi, inglesi, francesi.

Zone franche di libero spaccio, dove si rischia un’aggressione se ci si addentra.

E finché si tratta di un parco a Rogoredo, alla periferia di Milano, si fa finta di niente perché bisogna proprio volerci andare; ma si fa finta di niente anche di fronte al libero spaccio nel parco del Valentino nel cuore di Torino. E si fa finta di niente anche alla stazione di Ferrara, utilizzata da coloro che prendono il treno per andare a lavorare e mantenere i profughi che fuggono da bla bla bla.

Vietato protestare, per evitare l’accusa di razzismo. Mentre il signor Bergoglio si appunta la medaglietta con la scritta “aprite i porti”. Ma chiudete le mura del Vaticano. Chissà, magari potrebbe andare proprio Bergoglio a convincere gli spacciatori a rinunciare a lauti guadagni dedicandosi a quei lavori che gli italiani svolgono per 700-800 euro al mese e che gli abusivi di Ferrara non vogliono più fare.


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