fbpx


Sarà la stanchezza inevitabile dopo la perenne campagna elettorale per le regionali in Abruzzo, Sardegna e Lucania. Saranno le difficoltà globali che frenano l’economia mondiale.

O sarà che cominciano ad emergere le carenze strutturali della compagine di governo. Ma, in ogni caso, il cambiamento sperato, e votato, non va al di là di alcune misure bandiera.

Importanti, indubbiamente, ma insufficienti. Se il presidente di Assolombarda, Bonomi, si scatena contro Quota 100 significa che il provvedimento del governo è un primo passo nella direzione giusta, ma un solo passo non basta perché non porta da nessuna parte. Bonomi se la prende per gli effetti di Quota 100 sui conti pubblici ma non dice una parola sul perché i dipendenti delle industrie siano pronti a fuggire dalle aziende anche sapendo che la pensione sarà più bassa. Un po’ di autocritica su salari, carriere e condizioni di lavoro non farebbe male.

Poi, però, c’è tutto il resto. I cantieri non si sbloccano; i risparmiatori truffati dalle banche grazie alla mancanza di vigilanza non vengono risarciti perché i funzionari non vogliono grane con Europa e magistrati, la giustizia continua a schierarsi contro gli italiani con il plauso di Mattarella; l’informazione pubblica è sempre schierata dalla parte dei nemici dell’Italia e quella privata pure; la cultura è rimasta nelle mani della gauche caviar, anche a livello locale dove governa il centrodestra, contrariamente a quanto sostiene Marcello Veneziani; la burocrazia continua ad imperversare ed a far danni; la politica estera è pressoché inesistente.

L’elenco, però, è molto più lungo. Il governo del Pd è stato un disastro e la pesante sconfitta elettorale ha dimostrato quanto gli italiani fossero soddisfatti di chi aveva come motto “prima gli stranieri”. I rappresentanti di Forza Botulino sono un disastro qualsiasi cosa provino fare a Roma ed in ogni territorio. Ed il governo del cambiamento non cambia nulla, forse perché non ha avuto il coraggio di rivoluzionare i propri quadri dirigenti. È vero che il successo è stato troppo rapido per permettere di strutturarsi adeguatamente, ma ad un anno dal voto non si vedono segnali di voler migliorare la squadra. E non bastano le punte se poi la difesa fa acqua da tutte le parti.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST