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Le apericene sono per sfigati. L’oligarchia riscopre le cene come opportunità di incontro per decidere le sorti delle plebi. Non ha avuto successo quella organizzata da Calenda per rilanciare il Pd, Partito Debacle.

Dopo aver pubblicato un post strappalacrime sulle condizioni di salute della sua compagna, per giustificare la sua mancata presenza nel gossip estivi, Calenda ha deciso che il compatimento non portava voti e si è rilanciato con la proposta di una cena.

Non una cena elegante, alla Berlusconi, ma una cena per gente elegante, che conta.

Non ha funzionato e inizialmente, di fronte alle polemiche all’interno del suo partito, ha deciso di lasciar perdere per evitare una contrapposizione con una cena politicamente corretta subito minacciata dal compagno Zingaretti.

Tutti a letto senza cena e per Calenda il Pd è ormai Partito Defunto. Magari sarà una cenetta a quattro, per preparare un nuovo partito.

Ma se a Roma ci sono problemi, tutto va per il meglio a Torino dove un rappresentante dell’oligarchia che si autodefinisce élite e società civile, ha organizzato in villa una merenda sinoira, termine piemontese per definire una cena che inizia presto o una merendache si protrae a lungo.

Ma ciò che conta è l’elenco dei partecipanti. Il centro sinistra, ovviamente ed immancabilmente. Poi tutti i boiardi delle amministrazioni locali. Tutti rigorosamente espressione del centro sinistra e, dunque, perfettamente allineati e coperti. Così come i vertici delle associazioni imprenditoriali che sono i responsabili della crisi torinese.

Ma l’invito non poteva non tener conto dei sondaggi e, dunque, sono stati invitati anche Vietti e la Porchietto. Il primo ormai probabilmente si offenderebbe ad essere individuato come esponente del centro destra e le destre, a loro volta, lo vedono come fumo negli occhi. Quanto a Porchietto, è una delle possibili candidate di Forza botulino per la presidenza del Piemonte alle prossime regionali di primavera. Di certo le frequentazioni alla merenda sinoira non rappresentano il miglior viatico per una sua candidatura come leader di tutto quel centro destra che è sempre stato schifato dagli oligarchi.

La società civile della merenda non è quella reale, ma è solo quella che si considera la rappresentante di un mondo del lavoro pur senza esserlo. È quella che ha dimostrato la più totale incapacità di guidare le categorie ed il territorio ma che è stata abilissima ad auto tutelarsi.

Per il centro destra questo contagio sarebbe esiziale, per il centro sinistra pure. Ma a rimetterci maggiormente sarebbe proprio la società civile se avesse la pessima idea di affidarsi ancora a questa gente.


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