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Al di là delle ironie sulle richieste, premature, di reddito di cittadinanza, il problema che nessuno pare voler affrontare è quello della mancanza di lavoro

Perché la proposta dei 5 stelle – e lo spiega bene Luana Rosi su queste colonne – non prevede soltanto una ricca carità (superiore, come importo, alle retribuzioni ottenute da molti giovani con un faticoso lavoro) ma è legata alla riforma dei centri per l’impiego, a corsi di formazione e alla effettiva ricerca di un lavoro.

Già, ma quale lavoro? Dove?

Il disoccupato, secondo l’idea pentastellata, sarebbe poi obbligato ad accettare il lavoro proposto dai centri per l’impiego. D’altronde funziona così, e funziona bene, nei Paesi scandinavi.

Non proprio così, in realtà

Perché la nuova occupazione offerta al disoccupato che ha perso il lavoro deve essere in linea con quella precedente e con una retribuzione che può diminuire al massimo del 20%. In altri termini un professore di storia potrebbe venire assorbito da una biblioteca ma non in una impresa di pulizie.

In Italia, invece, non si fa cenno alla corrispondenza tra esperienze precedenti e successive e, per chi entra nel mondo del lavoro, al legame tra titolo di studio e attività lavorativa. Ci si limita a fronteggiare l’emergenza, non si costruisce il futuro.

Manca completamente una programmazione anche perché manca la capacità di analizzare il possibile futuro

La robotizzazione, l’industria 4.0 cambieranno radicalmente le prospettive e la vita stessa. Ma i programmi dei partiti hanno evitato di addentrarsi in questo sentiero accidentato. Non che le scorciatoie proposte siano agevoli.

Dove il lavoro non c’è, quale sarà la proposta che i disoccupati non potranno rifiutare?

Si cacceranno i clandestini che non hanno diritto di restare in Italia, in modo da offrire ai giovani e meno giovani italiani le attività svolte dagli stranieri? Si favoriranno nuovi flussi di migranti per creare nuove cooperative di accoglienza in modo da inserire nelle coop i disoccupati? E con quali risorse finanziarie? Oppure, più semplicemente, si riconosceranno nuove finte invalidità per garantire pensioni ai disoccupati privi di ogni prospettiva?

Mancano i soldi per mantenere tutti, mancano le idee per farli lavorare.


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