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Fazio mi ha invitato nel suo programma. Quello che è il massimo della faziosità. Gli ho risposto che sono disposto ad andare, a patto che si dimezzi lo stipendio.

Un Matteo Salvini non al massimo della forma, di fronte alla piazza probabilmente più vuota d’Italia per un suo comizio, dà inizio alla campagna elettorale per le regionali piemontesi mettendo in dubbio che il pretino della Rai possa accontentarsi di sopravvivere con poco più di 1 milione di euro all’anno. Dunque niente partecipazione al programma fazioso.

Difficile immaginare quanto il leader della Lega possa aver apprezzato i vuoti in una piazza tutt’altro che immensa. Per sua fortuna non ha dovuto sorbirsi l’intervento di Alberto Cirio, l’esponente di Forza Botulino che il centrodestra ha candidato alla presidenza regionale. Cirio, per l’ennesima volta, ha ripetuto il discorsino sui fondi europei, un argomento in grado di scaldare il cuore di una decina di piemontesi in tutta la regione. Pare, però, che la Lega si sia stufata della solita tiritera ed abbia preparato per il candidato presidente una sorta di Bignami del programma elettorale.

L’imbarazzo, tuttavia, è generale. Organizzazione raffazzonata, guardie del corpo di Salvini che avrebbero bisogno di un corso elementare di buona educazione, candidati che si presentano con slogan inverosimili. Ed ancora il vuoto cosmico sui programmi concreti. Tutti convinti che, alla fine, il traino delle elezioni europee favorirà un voto politico, e dunque al centrodestra, mettendo da parte le perplessità su una squadra con elementi imbarazzanti.

Così come sono imbarazzanti le pretese di alcune formazioni residuali all’interno della coalizione di centro destra che vogliono un assessorato esterno nella consapevolezza che non otterranno mai i voti per eleggere un consigliere. Dunque non rappresentano nessuno ma pretendono una poltrona ugualmente. In perfetto stile da reduci delle cene ad Arcore. Nel frattempo le reti Mediaset continuano gli attacchi ad alzo zero e palle incatenate contro quello che il Sultano sostiene di considerare come alleato.

Un gioco al massacro semplice semplice. Ed il prossimo mese di campagna elettorale non promette nulla di buono a livello di governo, con scontri continui tra gialli e verdi. Poi, dopo i risultati delle europee, forse il governo potrà tornare a lavorare. Grazie a Conte che, approfittando dei litigi tra Di Maio e Salvini, ha afferrato le redini del governo e si è posto come interlocutore credibile a livello internazionale. Sicuramente più credibile di Gentiloni. Ma la prossima settimana, ha già annunciato Salvini, sarà il ministro dell’Interno a volare in Tunisia per affrontare il problema dei rimpatri.


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