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Ma i prefetti non erano quel retaggio dell’epoca napoleonica che sarebbe stato eliminato dal governo del cambiamento? Sì, prima era così. Poi il cambiamento è stato rinviato a data da destinarsi ed i prefetti si ritrovano con più potere di prima. D’ora in poi potranno (o dovranno?) intervenire nelle zone a rischio delle varie città.

Come interverranno? Forse con qualche decreto in più che nessuno farà rispettare. Forse con qualche Daspo urbano che sarà bellamente ignorato. Sino a quando non si avrà il coraggio di intervenire con una radicale riforma della magistratura qualsiasi intervento per reprimere la delinquenza sarà inutile.

Nessuno fa rispettare le espulsioni, nessuno tiene in galera gli spacciatori arrestati. Il criminale che ha ammazzato un carabiniere, l’ultimo della serie, era un pregiudicato che, nel curriculum, aveva anche un accoltellamento alla schiena di un rivale. Punito con poco più di un anno di reclusione. Una brava persona, insomma. Signora mia, vogliamo proprio mandare in galera un uomo solo perché va in giro ad accoltellare la gente? E che sarà mai?

Ma adesso il cambiamento diventerà realtà. I campi Rom saranno smantellati e sarà impedito di occupare giardini e parcheggi. E lo spaccio di droga a Milano Rogoredo sarà fermato. I barboni non occuperanno più i portici, la mafia nigeriana non potrà più piazzare i suoi accoliti davanti a chiese e supermercati, in un abbinamento meno strano di quanto possa apparire.

È vero che alcuni sindaci hanno dimostrato di non saper gestire le proprie città. Nessuna iniziativa per contrastare violenza, piccola delinquenza, degrado. Ma sono stati votati da cittadini che, evidentemente, sono contenti così. Lo Stato può evitare di regalare soldi pubblici, in arrivo da altre zone del Paese, a chi si rifiuta di far rispettare le regole. Ma imporre un prefetto che sarà sempre bloccato dai magistrati non serve assolutamente a nulla.


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