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Il trionfo di Vladimir Putin alle presidenziali russe era ampiamente previsto e scontato

Così come era scontata la rabbia russofoba dei media italiani alle prese con una invidia assoluta che porta ad analisi tra il delirante ed il patetico.

Non si è riusciti ad inventare brogli elettorali, perché il successo di Putin è troppo ampio per aver bisogno di aiuti, ed allora ci si è scatenati sull’impegno del Cremlino per portare al voto il maggior numero possibile di cittadini.

Dimenticando di essersi preoccupati per l’astensionismo italiano

È evidente per chiunque non sia in malafede che il popolo russo è in grande maggioranza dalla parte di Putin e inventarsi falsi reportage sulla Russia non serve a nulla

Come non serve a nulla riscrivere la storia per dimostrare un inesistente diritto ucraino sulla Crimea rimasta russa sino a quando Kruscev, all’interno dell’Unione sovietica, aveva deciso di affidare la penisola a Kiev.

Sarebbe molto più utile provare a comprendere mentalità russa e interessi italiani ed europei rispetto a Mosca

Putin ha restituito ai russi l’orgoglio di essere una nazione con un destino imperiale. Ma non è riuscito a trasformare la Russia in un Paese all’avanguardia in economia, nell’intelligenza artificiale.

Il Cremlino, ritornato al ruolo di gigante politico ed anche militare, continua a guidare un nano economico

Alle prese con una corruzione endemica e totalmente assente dal confronto sul soft power: un errore strategico colossale a cui non si vuol porre rimedio.

La cultura russa di riferimento resta quella dell’Ottocento e del primo Novecento

È vero che l’Italia non è messa molto meglio, ma non è una grande consolazione per chi vuol essere protagonista sulla scena mondiale.

Nei programmi di Putin figurano ingenti investimenti per nuovi parchi tecnologici, per centri di eccellenza dedicati alla ricerca. Ma servono ancora anni per cominciare a vedere i primi risultati concreti. Nel frattempo Mosca si è attrezzata per ridurre al minimo gli effetti di ottuse sanzioni imposte da Washington e applicate stupidamente dai Paesi dell’Unione europea.

L’Italia è tra i Paesi che più hanno perso per effetto delle sanzioni, e che sarà anche più penalizzata quando finiranno. Perché i prodotti tipici del Made in Italy sono stati sostituiti da prodotti simili, anche se di qualità inferiore, in arrivo da Paesi che hanno avuto il buon senso di fregarsene delle sanzioni americane.

Gli illusi che sognavano una sollevazione popolare contro l’uomo forte del Cremlino dovranno rassegnarsi per altri anni. Nonostante la squallida iniziativa degli inglesi per frenare il sacrosanto riavvicinamento tra Unione Europea e Russia.


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