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Stefania Prestigiacomo sfida Salvini e la Lega. Problemi solo suoi? Esclusivamente una iniziativa personale come ha cercato di sminuire Antonio Tajani? Non proprio.

Innanzitutto perché Prestigiacomo, seppur in caduta libera, resta pur sempre un nome pesante e pensante all’interno di Forza Botulino. E in secondo luogo perché non è sola a sfidare Salvini sotto la bandiera del sultano di Arcore.

Con lei, ad esempio, c’è Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana e plenipotenziario di Forza Botulino nell’Isola. Un nome, una garanzia. Peccato che Micciché sia soprattutto la garanzia del mancato cambiamento, la garanzia che la Sicilia non cresca, non si liberi dai condizionamenti.

E allora la sfida di Prestigiacomo e Miccichè hé va ben oltre la vicenda di 47 migranti e di un equipaggio di pirati. Diventa la sfida di quella parte di Forza Botulino che vuol continuare a rappresentare i centri di potere che hanno rovinato la Sicilia e l’Italia intera. La conservazione del peggio contro ogni tentativo di cambiamento.

Se la collaborazione di Prestigiacomo con esponenti di LeU e di +Europa può apparire estemporanea e legata ad un fattore contingente, gli attacchi di Miccichè non rappresentano una novità. Ma la scelta di approfittare dei migranti per attaccare la Lega a pochi giorni dal voto in Abruzzo, dove il centrodestra si è ostinato a correre unito, può far parte di una precisa strategia di quella parte di Forza Botulino che non sopporta il nuovo corso leghista.

Quanto era più comoda l’alleanza con Bossi, confinato nelle sue valli e sempre pronto ad accettare i “consigli per gli acquisti” di Berlusconi. Il nuovo barbaro, invece, i consigli pretende di darli, quando non si tratta di ordini. E la base leghista, immensamente più ampia di quella bossiana, sopporta sempre meno i colonnelli del sultano di Arcore.

Il fastidio di un’alleanza con l’obbligo di votare per un candidato di Forza Botulino diventa sempre più evidente. E se il risultato in Abruzzo dovesse deludere le aspettative leghiste, la tentazione di scaricare Tajani, Prestigiacomo, Miccichè, Carfagna, Bernini e Brunetta diventerebbe molto più forte. Realizzando il disegno di Miccichè.


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