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In Italia è vietato rendere noti i risultati dei sondaggi nelle settimane prima del voto. Per non influenzare gli elettori, ovviamente. Ed i tutori del pensiero unico obbligatorio e dei regolamenti di comodo si indignano se i politici degli schieramenti opposti utilizzano Twitter il sabato pre elettorale per spedire richieste di voto.

Però gli stessi indignati a senso alternato sono rimasti muti di fronte alla divulgazione degli exit poll in Olanda.

Un chiaro tentativo di condizionare gli elettori degli altri Paesi europei, ma dal momento che i risultati possono galvanizzare le sinistre, allora va bene così. Avessero premiato i populisti, allora sarebbe scoppiato uno scandalo continentale. Che, poi, non è che il risultato delle destre olandesi sia stato così modesto. Perché i laburisti, secondo i media di servizio italiani, hanno trionfato conquistando 5 seggi mentre le destre avrebbero perso conquistando 4 seggi. È vero che il partito di Wilders è andato malissimo, ma il Forum per la democrazia di Baudet ha ottenuto, secondo gli exit poll, l’11% e 3 seggi. Non male per un movimento nato solo 3 anni fa.

Ciò non toglie che i populisti stiano attraversando una fase difficile. Un po’ in tutta Europa, non solo in Austria dove il Fpo deve fronteggiare uno scandalo vecchio di due anni ma fatto emergere solo a ridosso del voto. Scandali piccoli e grandi che evidenziano solo l’inadeguatezza della classe dirigente di movimenti cresciuti troppo in fretta.

La rabbia popolare contro gli oligarchi non è venuta meno, ma la fiducia nella possibilità che siano questi partiti ad interpretarla ed a rappresentarla inizia a vacillare. Scelte arroganti di candidati imbarazzanti, nomine discutibili, nessuna capacità di fronteggiare la disinformazione. È probabile che alle elezioni europee si registri un successo delle formazioni populiste, comunque inferiore a quello che avrebbero ottenuto pochi mesi orsono. Ma poi quale sarà la possibilità di incidere nel Parlamento europeo?

Perché, in fondo, si vota per cambiare questa Europa fallimentare, per liberarci di Juncker e Moscovici. E se le formazioni populiste non riusciranno in questo compito, se non avranno personaggi alternativi e credibili da proporre, allora avranno fallito. E pagheranno il fallimento nelle elezioni in casa propria.


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