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Meno male che restano i magistrati a combattere questa guerra senza quartiere contro gli italiani. Perché non ci si può più fidare neppure dell’Unione europea e dei commissari.

Il partito anti italiano (Pd e Forza Botulino) sperava nella benedetta procedura d’infrazione che avrebbe consentito di umiliare il governo e di stangare un popolo che ha votato per Lega e Movimento 5 Stelle. Invece nulla.

La procedura non parte, lo spread si è ridotto, la Borsa è cresciuta. Persino Mattarella è intervenuto a difesa dell’Italia. E questo dopo i dati che confermano la riduzione della disoccupazione ed il record del numero degli occupati.

Ed allora bisogna accontentarsi del processo di beatificazione per il capitano rasta, orchestrato dalla magistratura e dai media di servizio. Nessuna linea del Piave: a Lampedusa passa lo straniero e vedremo se i magistrati anti italiani obbligheranno anche a rifornire, a spese dei contribuenti, la nave dei portatori di schiavi.

E non ci si può proprio lamentare della disinformazione messa in campo. Con la scusa di occuparsi di Lampedusa, si sono fatte sparire dalle prime pagine le notizie su quella grande storia ignobile dei bambini sottratti alle famiglie con inganni, bugie e tante complicità. Compagni che sbagliano e che devono essere capiti e difesi. I bambini no, sono solo merce per trastullare i compagni. D’altronde è già un passo avanti rispetto all’immagine dei komunisti che i bambini se li mangiavano.

I botulinici, invece, preferiscono dedicarsi ad ironizzare sul fallimento sovranista e populista nelle nomine europee. Ha vinto, ma lo si sapeva dal momento dei risultati elettorali, l’asse tra Popolari, Socialisti e Liberali. Forse i botulinici non lo avevano capito, impegnati a leccarsi le ferite dopo il disastro elettorale in Italia. Ed ha vinto, come da copione, l’asse franco tedesco. Ma i botulinici, che avevano scelto come ministro per l’Istruzione una signora convinta che esista un tunnel tra Ginevra ed il Gran Sasso, probabilmente ignorano che i Paesi di Visegrad hanno una popolazione inferiore a quella di Germania e Francia e, dunque, non possono battere gli accordi tra Parigi e Berlino.

L’importante, però, è poter gridare che l’Italia ha perso. Quando, invece, sarebbe bastato dire di sì agli ordini di Merkel e Macron per ritrovarsi a sostenere le stesse persone, ma dalla parte di quelli che le avevano volute.


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