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Sepolcri imbiancati”. L’invettiva scagliata da Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, contro i suoi compagni del Pd è la miglior dimostrazione della crisi di nervi che sta ormai coinvolgendo tutti i protagonisti della scena politica nazionale

Tutti consapevoli che la società civile è ormai lontanissima dalle logiche e dai vuoti rituali dei partiti tradizionali.

Chiamparino, che si era proposto come pacificatore nazionale del Pd dopo la disfatta del 4 marzo, ha perso le staffe di fronte agli scontri interni sul prossimo candidato per le elezioni regionali del 2019. Lui, dall’alto della convinzione di essere insostituibile, ha imposto il nome di un chirurgo ma i suoi compagni vorrebbero le primarie per scegliere un candidato. Convinti comunque di andare incontro ad una sconfitta motivata non solo dal fallimento delle politiche nazionali del Pd, ma anche dalla modestia della squadra di governo regionale imposta da Chiamparino.

Ma non è che sul fronte opposto la situazione sia idilliaca. A partire proprio dal Piemonte dove il centro destra era riuscito a perdere la Regione grazie ad una squadra di modestia assoluta, a partire da un assessore alla Cultura che non aveva ben chiaro in quale schieramento era stato eletto.

Un centro destra che, a livello nazionale, è alle prese con la resa dei conti tra Lega e Forza Italia, con il cerchio tragico di Berlusconi impegnato ad eliminare da Mediaset tutti i personaggi in odore di leghismo. Tanto per chiarire il livello di lealtà nei rapporti tra alleati. Mentre Salvini, nella consapevolezza di essere il futuro leader dell’intero centro destra, evita la rottura definitiva con i berluscones ma così facendo rischia di perdere una occasione storica per andare a governare.
Quanto ai 5 Stelle, Di Maio si ostina a dettare condizioni a tutti, pronto ad allearsi con Lega o Pd, a patto che sia lui il presidente del consiglio. Difficile che il programma di governo del pentastellato possa rimanere uguale con un alleato o con l’altro, ma questo pare essere un aspetto irrilevante di fronte alla possibilità di guidare l’esecutivo.

In tutto questo bailamme l’Italia è totalmente esclusa. Non è neppure presa in considerazione.

I tre schieramenti non riescono a trovare una intesa ma l’eterno parlamentare abbronzato forzista Osvaldo Napoli preferisce dedicarsi agli attacchi contro il presidente del Senato, Roberto Fico, per aver osato presentarsi da Mattarella con la giacca sbottonata.

Eh sì, i problemi dell’Italia sono proprio questo e le priorità sono i bottoni della giacca.


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